Ogni volta trovo alcun sito ou blog che insegna l'italiano con delle musiche, non so se la usano questa, ma guarda quante parole per imparare il vocabolario:
Viva La Campagna
Bandabardò
Io sto in città
son come una formica nella folla dell'umanità
che corre qua e la
a gran velocità con l'orologio che va che va che va
Io sto in città
non mi ricordo più la primavera che colore ha
amici non ne ho
e parlo per lo più con l'orologio che va che va che va
Felicità, non sei in città
viva la campagna
viva la campagna
la civiltà è bella ma
viva la campagna che mi da:
un arcobaleno sereno, l'odore del fieno,
il canto corale di 1000 cicale,
un bianco puledro, un fiore di cedro,
le stelle più grandi del cielo ma...
Io sto in città
cemento, palazzoni e cartelloni di pubblicità
in macchina su e giù
lottando per lo più con l'orologio che va che va che va
Io sto in città
rumori fastidiosi e la nevrosi mi divora già
la gente viene e va
ma non sorride più
c'ha l'orologio che va che va che va
Felicità
non sei in città
viva la campagna
viva la campagna
la civiltà è bella ma
viva la campagna che mi da:
tutti questi grilli, birilli, cavalli, coltelli,
mulini, bambini, tacchini, pulcini,
casette, cosette, forchette, saette,
tramonti, racconti, bisonti, rimpianti,
castagne, lasagne, lavagne, montagne,
ombrelli, fratelli, cartelli, caselli,
bestiame, pollame, catrame, legname,
fragori, fattori, pittori, rumori,
patate affettate, posate scappate,
fontane, cantini, cartoni, fornelli,
e belli i piselli, un arcobaleno,
sereno l'odore del fieno,
il canto corale di 1000 cicale,
un bianco puledro, un fiore di cedro,
e stelle più grandi più grandi più grandi.....
Certamente, ce ne sono poche (Fatima-secchiona) che io non conoscevo,ne ho già cercato alcune nel mio dizionario, ma ne ho ancora un dubbio:Cosa vuol dire la parola "cantini"?
Lo sapevate che mentre leggevo questa canzone, mi è venuto in mente il libro "Marcovaldo",con suo animo semplice alla Charlie Chaplin:
...le stelle più grandi del cielo ma...
...Io sto in città
cemento, palazzoni e cartelloni di pubblicità -
-“Magari andasse in pezzi”- scoppiò detto una sera al padre ,rivolto alla scritta. Michelino ,fionda alla mano, provvide subito e per alcuni giorni Marcovaldo si godette il cielo stellato. Ma il guasto è presto riparato e la nuova scritta “COGNAC TOMAWAK! ,concorrente della vecchia “SPAAC “, lampeggia ogni due secondi.
Buona domenica, Italia.
postato da atima alle novembre 15, 2009 13:47 commenti (4)

Il miglior modo di conoscere Santa Catarina, uno stato molto bello al Sud del Brasile, cosiccome la sua storia, sarebbe visitando delle fortezze costruite nel secolo XVIII dai portoghesi. La capitale conosciuta con il nomignolo di "Floripa" sorge su un'isola con oltre 100 spiagge rinomate dai surfisti. La città offre attrazioni storico-culturali, come le iscrizioni rupestri pre-colombiane.
Si veda qui alcune delle fortezze ( dovete cliccare in "Fortalezas" e poi, scendendo il mouse in" veja mais fotos na galeria de imagens da Fortaleza..."): http://www.fortalezas.ufsc.br/
Buona visione!
Fatima
postato da atima alle ottobre 30, 2009 18:14 commenti (5)

L'Amazzonia e la sua gente
Su questo post non troverete nulla sul mercato nero degli animali oppure della devastazione che occorre nella Amazzonia; ma vi farò riflettere su gli abitanti che ci vivono.
Negli anni 70 l'Amazzonia era chiamata " l'inferno verde" dato che si credeva che la foresta dovrebbe essere buttata giù perchè era una foresta chiusa, insalubre, piena di zanzari e di animali velenosi. Oggigiorno, invece, si sa l'importanza della biodiversità del territorio.
I suoi cinquemilioni di chilometri quadri rappresentano circa la metà del territorio brasiliano e il fiume Amazonas- il più grande in estensione e volume- sbocca in mare in un unica giornata lo stesso volume d'acqua che il Tamigi durante un anno intero.
Nonostante l'uomo non sia benvenuto nella foresta non possiamo dimenticarci che ci sono 25 milioni di abitanti che là ci vivono e vorrebbero i comfort moderni come la cucina a gas, il frigorifero, la televisione, l'internet,ecc. Come è possibile per loro capire che la caccia alla tartaruga che è un alimento tradizionale, ora invece è un delitto ambientale? Ci sono pure 400mila indigeni che non vogliono continuare nella prestoria, tanto che vivono in aree isolate ma, con l'uso di internet, permetendoli di vendere dell'artegianato, di studiare e di fare della politica.
postato da atima alle ottobre 06, 2009 01:14 commenti (13)

postato da atima alle ottobre 02, 2009 16:22 commenti (7)

La musica
Un modo facile e piacevole a chi vuole imparare un'altro idioma:
http://www.youtube.com/watch?v=jmttwEHdfB0
Ed è proprio questo che faccio quando sono davanti al computer lascio una radio italiana "minimizada", e canto ad alta voce ( poverini i miei!),
quando prendo la macchina, p.e. ieri, per non dirvi tutti i giorni ( non voglio annoiarvi), sentivo Tiziano Ferro,"e in questo giorno di metà settembre
ti dedicherò...
il regalo mio più grande";
Nel mio ipod, solo musiche italiane, cosiccome nel mio telefonino. Esso quando squilla tocca "Ti chiamerò perché tanto non risponderai ( é solo una coincidenza, poi rispondo a tutti)
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco
E capendo che ti ho perso
Ti scatto un' altra foto"
la,la,la,si, sto cantando.
Allora, aproffitando questa nostra chiacchera, ieri ascoltando Elisa... vi domando come devo interpretare il testo della canzone "Una poesia anche per te"? Le parole ne capisco bene, ma lei canta a chi? a tutti noi? a un amore?
Grazie.
postato da atima alle settembre 24, 2009 14:05 commenti (8)

Nel 7 settembre di 1822, il Brasile non era piú colonia di Portogallo e proclamava l'Indipendenza.

Nel museo dell'Indipendenza a São Paulo ( sopra) si trova il quadro

intitolato "Independência ou Morte", dipinto da Pedro Américo nel 1888.
postato da atima alle settembre 07, 2009 16:49 commenti (4)

Parolacce
Hum, hum! siete incuriositi? ci siete fermati? non state credendo che scriverò un post con delle parolacce, non è vero? Infatti, quando uno mi domanda come se dice in italiano questa o quella "parola", io rispondo che non lo so, che non l'ho imparato.
Ma non è vero.
Come ne imparo?
È facile. Sempre che vado in Italia faccio questo "vero scambio culturale" con l'autista, oggi un' amica, poi è sempre lei che mi porta di qua e di la. Sapete che ci sono posti lontano uno degli altri e, senzaltro, dobbiamo fare il viaggio di quello giorno più piacevole. Quindi,....mi avete già capito. Per ora volevo dirvi di non preoccuparvi poi quelle parolacce brutte non ci parliamo, soltanto quelle che ci fanno ridere.. Ma torniamo al nostro argomento.
Vi scrivo questo post poi l'altro giorno, stavo leggendo in un blog di una professoressa di lettere, che ci insegnava la grammatica e dopo questa spiegazione"verbo transitivo uguale l'azione passa sul complemento oggetto/ verbo intransitivo uguale l'azione non passa" ha scritto: "Cheppalle"! e questo mi hai fatto ridere da morire; non conoscevo questa parola ma ho potuto capire perfettamente quello che voleva dire.
A questo punto volete saperla in portoghese, vero?
Va bene.
"Que saco", diciamo noi.
Allora, chissà perchè il Brasile sia cosi grande ( eh,eh) , la diciamo con delle più parole:
"mais que saco, viu"!
Managgia! guardate cosa vi ho insegnato oggi, non "mi credo"!
Un abbraccio, carissimi.
Buon fine settimana, Italia.
postato da atima alle agosto 28, 2009 13:02 commenti (10)

Una vera miniera d'oro, il volley brasiliano.


E, nel Paese del football ci sarà una bella festa il 26 agosto, la "nostra" squadra Sociedade Esportiva Palmeiras, prima chiamata Palestra Italia, compierà 95 anni.
Eccovi una foto della nuova maglia del Palmeiras per la festa che ci riporta alle origini : la squadra di football fondata a São Paulo all'interno della numerosa colonia italiana.

postato da atima alle agosto 25, 2009 01:06 commenti (1)

Salut, Italia.
È la prima volta che il museo della lingua portuguese apre le sue porte ad una mostra con un'altra lingua, il francese.
Quest'anno è l'anno della Francia in Brasile e come ne parliamo oltre che 5 mille parole di origine francese il museo rende un omaggio al vocabolario francese.
Il francese nel Brasile,

Qui si conosce tutta la storia, i momenti storici importanti, tra Brasile e Francia.

I passi del balleto sono fino ad oggi scritti e parlati in francese.
Amici, certamente, ho scatatto la foto della "nostra" ballerina (eh,eh).




È grande la diffusione di parole francesi sulla nostra lingua, sia nella moda, nei ristoranti, nei mezzi di trasporto,ecc.
Au revoir.
postato da atima alle agosto 21, 2009 20:07 commenti (7)

La routina comincia così: suona la sveglia, sono 5:20 di mattino, ora di alzarmi. Chiamo mio figlio, facciamo la colazione; alle 6:00 arriva il pulmino che lo porta a scuola. Dico sempre con me "Ciao querido, Deus te abençõe".
Esco per fare jogging, oppure, una camminata, quante cose mi chiamano l'attenzione: gli alberi, dei fiori, le piante, le voci degli animali, gli uccellini che vanno e vengono. Il sole illumina la mia nuova giornata e,
"Mi permetto di sognare, rivivo in tante cose"...penso a te, Italia.
Fatima
postato da atima alle agosto 11, 2009 11:45 commenti (7)

|