titolo




31/03/2006

Cari amici,lasciami raccontarvi una storia di questo  "vai e vem"(back and forth)sui blog:

Ho fatto una amicizia con una maestra e la sua classe.Sono ancora ragazzini e fanno di tutto per noi, William ,mio figlio,ed io imparare l'italiano.Ci scrivono sempre ora con la tastiera ed ora con la voce.

Vi dico poi lo so che loro stanno per visitarci e voglio ricerverli con un messaggio di Benvenuti amici di Fogliano.Ero proprio vi aspettando.

W classe terza!!

Fatima



postato da atima alle marzo 31, 2006 20:32 commenti (2)

Anche se Carnevale è passato, cara Fatima, ti voglio raccontare della maschera che si identifica con Napoli; ti voglio raccontare di PULCINELLA

Pulcinella

 

L'origine della maschera tradizionale partenopea è lontana ed incerta così pure il significato del suo nome. C'è chi lo vuole discendere da ' Pulcinello ' cioè piccolo pulcino per via del suo naso adunco, chi invece propende per ' Puccio d'Aniello ' un villano di Acerra del '600 che dopo aver preso in giro una compagnia di commedianti girovaghi si unì a loro come buffone.

 

La maschera di Pulcinella ha la sua variante francese in ' Polichinelle ' , un fanfarone gradasso con doppia gobba e un vestito vistoso e una inglese con ' Punch ' dall' umore malinconico e brutale.

 

Esiste un momento centrale ed illuminante, nella storia dei rapporti fra Pulcinella e Napoli, fra Pulcinella ed il teatro ed, in particolare, fra Pulcinella e l'attore : esso coincide con la fine del '600 e l'inizio del '700, allorché la storia dello spettacolo a Napoli si fa suggestiva misura della storia stessa della città e della sua vita culturale.

 

Vi fiorisce un teatro di prosa dialettale, espressione di una straordinaria attenzione alla lingua ed al costume; vi nasce una ricca e fertile generazione di teatranti: teorici, drammaturghi e commediografi, librettisti, musicisti, attori e cantanti, impresari; vi si rinnovano le strutture cittadine di spettacolo: si apre il San Carlo e, all'estremo opposto del consumo sociale del teatro, il non meno nobile San Carlino; si afferma la commedia in musica, detta opera buffa, capace di espandersi ed affermarsi per l'intera Europa con caratteri che hanno fatto pensare addirittura ad una ' scuola musicale napoletana '; sopratutto, il teatro rinasce, dopo esaltanti esperienze della commedia dell'arte praticata trionfalmente in Europa per tutto il '600 ed in questa prima metà del '700. La maschera ha rappresentato e rappresenta tuttora la ' plebe napoletana ' da sempre oppressa dai vari potenti che si sono succeduti, affamata e volgare, smargiassa, codarda e dissacrante. Molti attori hanno impersonato sulla scena il personaggio di Pulcinella ma il più famoso di tutti è stato Antonio Petito trionfatore sul palcoscenico del San Carlino che, nonostante fosse quasi analfabeta, scrisse alcune commedie di grande successo che avevano come protagonista lo stesso Pulcinella.

 

Pulcinella è la maschera più diffusa nel mondo. Di sicuro Pulcinella è stato esportato da artisti italiani emigrati secoli fa in Inghilterra, dove si è trasformata in Mr. Punch, in Francia (Polichinelle), in Russia  (Petruska), Spagna (Don Cristobal), Olanda (Punk), Germania (Kaspar).

 

Chi è Pulcinella

 

Pulcinella incarna l’uomo più semplice, quello più debole, quello che nella scala sociale occupa l’ultimo posto. Dotato per compensazione di una furbizia eccezionale, è capace di risolvere i più disparati problemi. Chiamato a rappresentare l’anima del popolo, i suoi istinti primitivi, appare quasi sempre in contraddizione, tanto da non avere dei tratti fissi: è ricco o povero, è prepotente o codardo, e talvolta presenta l’uno e l’altro tratto contemporaneamente. La verità sta nel fatto che a questa maschera il popolo ha riservato la funzione di riassumere e di esprimere la sua realtà (brutta o bella, meschina o eroica che sia),  il suo desiderio di rivincita e la voglia di vivere. La reazione del Pulcinella alle avversità, il più delle volte riassunte in situazioni o personaggi simbolo (c’è il boia che lo impicca, ma c’è anche la morte con la quale Pulcinella consuetamente si batte, e che puntualmente sconfigge a suon di legnate!) è opportunistica, anche quando, vestendosi di ironia, critica le strutture di potere. Un opportunismo quasi fisiologico che nasce sempre e comunque dalla voglia di vivere che lui incarna. Pulcinella riesce a  mettere in crisi tutte le ideologie dell’uomo, perché, come sempre, esse sono legate a delle fasi, a epoche, a situazioni ben precise. La sua vitalità appartiene invece una categoria universale, comune a tutte le culture e intrinseca alle ideologie. Tra due fazioni che pensano in maniera diversa, e in cui ciascuno arroga a sé la ragione, Pulcinella sarà pronto a battersi o a schierarsi con entrambe, perché Pulcinella si schiera innanzitutto con la vita, è la vita.

 

Una cosa però che non riesce mai ad imparare a starsene zitto quando dovrebbe e proprio per questo é rimasta famosa l'espressione "é un segreto di Pulcinella" per dire di qualcosa che tutti sanno

 

Pulcinella, cioè, è tutto e niente, è vivo ed è morto, è ricco ed è povero, è furbo ed è ingenuo, è saggio ed è stolto. Pulcinella non è definibile!

Pulcinella non soltanto è indefinibile. Egli è qui ed è là.
È a Napoli ed a Londra.
È a Roma ed a Parigi.
È a Madrid e ad Istanbul.
Egli, infatti, è l’inglese Punch, il francese Polichinelle, lo spagnolo Don Cristobal, il russo Petruska, il turco Karaghoz.

 



postato da lidor alle marzo 31, 2006 05:23 commenti (1)

29/03/2006

BENVENUTA,Maria Calabretta!!

ROMA,meravigliosa!!Vogliamo sapere di questa città!!

Fatima



postato da atima alle marzo 29, 2006 22:14 commenti (4)

Eclissi di sole, mercoledì  a 80 Km di Natale,Rio Grande do Norte,Brasile



postato da atima alle marzo 29, 2006 12:27 commenti (1)

Il 29 marzo-Compleanno della città di Salvador

Salvador è la capitale dello stato di Bahia, appartenete alla regione nord orientale del Brasile.

Fitas do Nosso Senhor do Bonfim

 

 

Fondata nel 1549 a ridosso della Bahia de Todos os Santos (in italiano baia di tutti i santi), fu capitale del Brasile, allora colonia portoghese, fino al 1763.

Bahia oggi

In qualità di centro del traffico degli schiavi in Brasile, Bahia possiede la più forte impronta africana, in termini di cultura e usanze, di tutto il paese. Questo patrimonio include le pratiche religiose di origine Yoruba del Candomblé, le arti marziali note come capoeira , le musiche di chiara impronta africana (samba, afoxé e axé) e una cucina che presenta molte caretteristiche in comune con quella dell'Africa occidentale.Considerata la migliore e la più raffinata, quella che più di altre risente della tradizione dei neri d'Africa. Tipica della zona di Salvador è il vatapà, un assortimento di pesce cotto in casseruola, condito con salsa di arachidi, anarcardi, latte di cocco, farina e olio di dendé. Si serve con il riso. Vatapà è il titolo di una canzone di Dorival Caymmi, il compositore baiano che più di ogni altro ha raccontato le storie della quotidianità di Salvador.



      Quem quiser vatapá, ô
      Que procure fazer
      Primeiro o fubá, depois o dendê
      Procure uma nega baiana , ô
      Que saiba mexer
      Que saiba mexer, que saiba mexer
      Procure umu nega baiana ô
      Que saiba mexer
      Que saiba mexer, que saiba mexer

      Bota castanha de caju, um bocadinho mais
      Pimenta malagueta, um bocadinho mais
      Bota castanha de caju, um bocadinho mais
      Pimenta malagueta, um bocadinho mais
      Amendoim, camarão, rala um coco
      Na hora de machucar
      Sal com gengibre e cebola, ô iaiá
      Na hora de temperar (...)


E andiamo con la ricetta.
Il vatapà alla maniera di Bahia
Per 4 persone

  • Una cipolla
  • 20 gr di zenzero fresco
  • 2 spicchi d'aglio
  • 450 gr di pomodori pelati
  • ¼ di tazza di arachidi tostate e pelate
  • 2 cucchiai di noce di cocco fresca grattugiata
  • 2 cucchiai di olio di palma (meglio per noi quello d’oliva)
  • 1 limone
  • 2 cucchiai di foglie di coriandolo fresco
  • 1 pizzico di peperoncino
  • 2 cucchiai di crema di cocco in scatola
  • 10 cl di fumetto di pesce
  • 500 gr di gamberetti a mezza cottura puliti
  • 300 gr di filetti di pesce bianco
  • Sale e pepe

Pelare e tritare cipolle, aglio e zenzero. Tagliare a grossi pezzi il pomodoro togliendo un quarto del succo. Tritare finemente le arachidi. Conservarne un quarto per la guarnizione. Soffriggere le cipolle nell'olio sino a quando sono trasparenti, aggiungere il succo del limone, lo zenzero, l'aglio, il peperoncino. Cuocere per due minuti.

Aggiungere i ¾ di anacardi, un cucchiaio di noce di cocco grattugiata, un cucchiaio di foglie di coriandolo, cuocere due minuti. Amalgamare. Mettere in un tegame, aggiungere i pomodori e il fumetto di pesce. Lasciare cuocere per 15 minuti. Salare, coprire e lasciare al caldo. Salare e pepare i filetti di pesce, cuocere cinque minuti in un cucchiaio di olio girandoli una volta.

Aggiungere i gamberetti e la salsa di pomodoro. Lasciare cuocere due minuti. Decorare con quanto è rimasto delle arachidi, della noce di cocco grattugiata e del coriandolo. Servire su un letto di riso bianco.

Bahia è la terra natale di molti importanti musicisti brasiliani quali Dorival Caimi, João Gilberto, Gilberto Gil, Caetano Veloso e sua sorella Maria Betania, Daniela Mercury, Ivete Sangalo e Carlinhos Browne di vari gruppi di livello internazionale come Olodum , Ara Ketu e IIlê Ayê.

Vi sono inoltre alcune tribù di indios, fra cui i Pataxó, che risiedono lungo la costa meridionale e nelle zone interne.Artegianato Pataxó.

Dal punto di vista geografico, lo stato può essere diviso in varie regioni: la mata atlântica, che è ciò che rimane delle foreste costiere; il recôncavo, la zona delle piantagioni di zucchero e tabacco presso la costa; il planalto, che include il famoso sertão situato nell'interno dello stato.

Il secondo sistema fluviale del Brasile, il São Francisco, scorre dalla costa attraverso il confine settentrionale dello stato per poi attraversare il planalto e finire a sud nel vicino Minas Gerais.

Bahia è il maggiore produttore ed esportatore di CACAO fra gli stati brasiliani. Vi sono poi considerevoli giacimenti minerari e petroliferi. Molto importante è anche l'industria turistica: la costa con le sue incantevoli spiagge e il suo ricco patrimonio culturale fanno di Bahia una delle principali mete turistiche del Brasile.

Grazie.Fatima



postato da atima alle marzo 29, 2006 12:18 commenti (1)

28/03/2006

Il 27 marzo,1823-La fondazione della città di Florianópolis.

Florianópolis è una importante città del Brasile ed il capoluogo dello stato di Santa Catarina. Si trova nella parte orientale dell'isola di Santa Catarina ed è bagnata dall'Oceano Atlantico

L'isola vanta circa cento spiagge di vario tipo.

I primi abitanti furono gli indigeni tupis guaranis.Ci sono registri con data di 4800 a.C.; SAMBAQUIS:in tupi "Tambaa-a-qui"che erano "montes de conchas"(shell-montains),materiale organici di esseri umani.

Oggi ,Florianópolis conserva la cultura del popolo portoghesi ,le feste,le architetture.

Boi de Mamao.jpg (43058 bytes)Festa Boi do mamão(festa portoghesa)

Casario restaurado ao lado da Casa da Alfandega centro.jpg (41145 bytes)La architettura portoghesa.

Il surf

Florianopolis Island usually referred as "Floripa" has some of the most consistent surf in Brazil. It picks bigger swells coming from the South Atlantic and Antartica. The best period is from April to October.

 Copyright © 2000-2005 WannaSurf.com Ltd. All rights reserved.



postato da atima alle marzo 28, 2006 11:24 commenti (2)

Castellammare di Stabia:

 La Cassarmonica: Padiglione per la musica:

La Cassarmonica di Castellammare di Stabia, realizzata in ferro e vetro,  è un eccezionale esempio di Monumento Liberty realizzato secondo i canoni originari dello stile architettonico. La struttura, che si annovera tra le pochissime in Italia, probabilmente solo a Napoli e Palermo, possiede la forma di chiara ispirazione ispanico-moresco tipica delle costruzioni spagnole del XIII e XIV secolo. L’elegante e raffinata struttura presenta una piattaforma sollevata dalla quota di campagna per circa un metro, a mezzo quattro rampette di scale realizzate in marmo che si alternano a fioriere. Sulla piazzola poggiano dodici colonnine che alla base sono raccordate a tre per volta da ringhiera artistica tale da lasciare in corrispondenza delle rampette, un comodo ingresso. Le esili e slanciate colonnine, che superiormente sono collegate tra di loro da archetti ed arabeschi a traforo, reggono la copertura composta da una cupola e una tettoia, realizzate con ferri e vetro. La conformazione degli elementi di copertura nonché la piattaforma sono progettati secondo precise caratteristiche che accrescono l’intensità delle onde sonore. La cassarmonica, progettata dall’Ing. Enrico Cosenza fu consegnata alla Città il 28 aprile 1900. 

 

Oggi raramente usata per lo scopo con il quale fu progettata è utilizzata dalla Città durante i festeggiamenti civili del Santo Patrono.

 La Cassarmonica: ieri                      

La Cassarmonica oggi dopo il restauro

 

Dora



postato da lidor alle marzo 28, 2006 06:01 commenti (1)

27/03/2006

Il 27 marzo-O(Il) CIRCO -The circus

Dipinto di LUCIA  BUCCINI.

 

"Homenagem ao palhaço Piolim"Il nostro pagliaccio Piolim,di nome Abelardo Pinto,ha rivoluzionato il circo brasiliano,diventandone in un vero posto culturale.

Dipinto di  A.T. Miraglia Durú.


I nostri pagliacci:

 

Grazie.Fatima

 



postato da atima alle marzo 27, 2006 12:09 commenti

26/03/2006

Maestra Renata,sono contenta della tua visita.Benvenuta al nostro blog!

Ci racconti della tua regione.Grazie,Fatima



postato da atima alle marzo 26, 2006 21:27 commenti (2)

  IN NAPOLETANO

Si fosse n'auciello

Si fosse n'auciello, ogne matina

vurria cantà 'ncoppa 'a fenesta toja:

"Bongiorno, ammore mio,bongiorno, ammore!".

E po' vurria zumpà 'ncoppa 'e capille

e chiano chiano, comme a na carezza,

cu stu beccuccio accussi piccerillo,

mme te mangiasse 'e vase a pezzechillo...

si fosse nu canario o nu cardillo.

IN ITALIANO

Se io fossi un uccellino

Se io fossi un uccellino

vorrei cantare sopra la tua finestra

“ Buongiorno, amore mio, buongiorno amore!

E poi vorrei saltare sui tuoi capelli

E piano piano, come una carezza

Con questo becco così piccolo

Darti tanti bacetti,

se io fossi un canarino o un cardellino.

 

Questa è una delle poesie di Totò, il principe della risata e principe per davvero. Antonio de Curtis, questo il suo nome per intero, è considerato uno dei maggiori attori comici del Novecento: i suoi personaggi utilizzano battute e movenze che suscitano il riso e rappresentano un campionario di uomini che, di fronte alla difficoltà della vita, sanno sorridere e tirare avanti. Totò è l’orgoglio della nostra tradizione napoletana, ma, dopo la giusta rivalutazione, è universalmente riconosciuto come un personaggio eccezionale nella storia del cinema.

La poesia che ti mando è ricca di sentimento: un innamorato desidererebbe essere un uccellino per rallegrare la donna amata , posarsi sui suoi capelli e riempirla di baci.

Un affettuoso saluto

Silvana

 

 



postato da silvanamodio alle marzo 26, 2006 15:50 commenti (3)



plumes
Nome del LinkNome del linkNome del link


BRASITALIA

Feste,
costumi,
tradizioni,
culture

Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.




Imparo l'italiano con:

broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide

Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.

Luigi Pirandello

Day by Day

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno

Canzoniere
Francesco Petrarca



Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di
Laura

Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue.
Nessuno le guardava e le amava come lui.
Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui.
Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole
per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.

"Marcovaldo"

Italo Calvino.

Odio
«“Bello, principe, bello!
Cose cosí non se ne fanno piú adesso,
al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui,
i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente,
insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario.
/ Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava;
era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi,
alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi;
si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire,
se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano,
alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente,
d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva:
era un ospite, era il padre della cara Angelica.
Era forse un infelice come gli altri»

"Il gattopardo"

Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade

Ascolto

Serenata


Haydn

Buona notte, cor mio.
Tu forse in grembo a morbidette piume
sciogli le membra in dilettoso oblio;
ed io qui, lasso, in lacrimoso fiume
stemprato il cor e l'anima t'invio
Buona notte,cor mio.

Serenata (in Vezzi d'Erato)
Leonardo Quirini

Jorge Amado
Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia,
giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare.
E quando sono incominciate, non c'è niente che le faccia fermare,
si estendono, si sviluppano come una merce a buon mercato
e di largo consumo.
L'allegria, invece, compare mio, è una pianta capricciosa,
difficile da coltivare, che la poca ombra,
che dura poco e che richiede cure costanti e
terreno concimato, né secco né umido,
né esposto ai venti, insomma una coltivazione
che viene a costar cara, adatta a quelli che son ricchi,
pieni di soldi. L'allegria va conservata nello champagne;
mentre la cachaça tuttalpiú consola delle disgrazie,
quando consola.
La disgrazia è una pianta dal legno resistente; a ficcarne un germoglio nella terra,
non c'è bisogno di occuparsene,
cresce da sola, frondeggia ne son piene le strade.
Nel cortile dei poveri, poi, amico mio,
la disgrazia nasce in quantità, non si vede altra pianta.
Se un tizio non ha la pelle indurita e la schiena incallita con calli di dentro e di fuori,
è inutile che ricorra agli encantados, non c'è ebó che tenga.
E le dico un'altra cosa, mio bel signore, non per darmi delle arie
né per lodare a tutti i costi i poveri diavoli,
ma percbé è la pura verità:
non c'è che il popolino che abbia razza e coraggio sufficienti a far fronte a tante disgrazie e
continuare a vivere lo stesso.
E adesso che ho parlato e nessuno mi ha contraddetto,
sarò io a domandare: perché le interessa, fratellino,
di conoscere le disavventure di Teresa Batista?
Forse che lei può metter rimedio alle vicende passate?

-"Teresa Batista stanca di guerra."

Poesia
Vec' morar
Go storonzà al me morar,
des che 'l xe senza fòia,
e go vist ta 'l so tronc
zondri fondi e spaurosi.
Chissà se diman
al varà vòia
e forza 'ncora
de butar fora?
Ta la sera del vivar
no se xe mai sicuri
de védar primavera.
Ma se spera... se spera!

Silvio Domini

Cosine & Adesivi
Qui puoi mettere la tua raccolta di adesivi e gif varie...

Links

abelhinha
alex

balacobaco
banzai43
beppe
blogdidattici
dora
dorafiorino
FIOREDAUTUNNO
franca12
girgetta
giuba47
guidaolanda
hariseldom
kajes
lia
mammachioccia
marcella
mariateresa
marni
mary
meia
melien
miwako78
patrizia
perla
pulvigiu
rino
sguenci
silvana
sitaram
tumbergia
ubaldo

Citazioni
«L'esperimento è compiuto
la scienza è incapace di ripopolare il deserto cielo,
di rendere la felicità alle anime
in cui ella ha distrutto l'ingenua pace...
Non vogliamo più la verità. Dateci il sogno.
Riposo non avremo, se non nelle ombre dell 'ignoto».
D'Annunzio

«La scienza ha perfezionato, oltre ogni aspettativa,
la tecnica, ma non ha saputo,
né saprà mai liberare gli uomini
dal dolore e dalla morte,
e solo ha tolto le illusioni della fede,
che lo compensavano del male del vivere,
dell'atrocità del morire».
Giovanni Pascoli

Modi di dire
Felice Anno Nuovo
-Feliz Ano Novo
Altrettanto a te
-Pra você também
Grazie altrettanto
-Obrigada(o),pra você também
Buon giorno
-Bom dia
Buona sera
-Boa tarde
Buona notte
-Boa noite

Banners

Credits
Vi0la per il template
Images: Jeffrey Bedrik & Photoalbum
Photomanipulation by Vi0la (all right reserved)
Laura per orologi e calendari

Il mio banner

Visite:
*loading*

Archivio
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006



 
//