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29/04/2006

Samba delle benedizioni

Meglio essere allegro che esser triste
Allegria è la miglior cosa che esiste
E' così come un sole dentro il cuore
Ma se vuoi dare a un samba la bellezza Hai bisogno di un poco di tristezza
Se, non è bello un samba, no

(parlato)
Se no, è come amare una donna solo bella e beh! Una
donna deve avere qualche cosa in più della bellezza.
Qualche cosa che piange, qualche cosa che ha malinconia
un'aria di amore tribolato; una bellezza che viene dalla
tristezza di sapersi donna fatta per amare, per soffrire
d'amore e per essere solo perdono

Fare un samba non è una barzelletta
Chi fa un samba così non è poeta
Il samba è preghiera, se lo vuoi
Samba è la tristezza fatta danza
Tristezza che ha sempre la speranza
Di non essere triste prima o poi.

(parlato)
Prendi tutti quelli che vanno in giro e scherzano con la
via. Attento, amico! La vita è una cosa seria e non ti
sbagliare, eh? Ce n'è una sola!
Due, che sarebbe meglio, nessuno mi convincerà che ci
sono senza provarmelo con prove definitive, cioé:
certificato rilasciato dal Notaio del Cielo e sottoscritto:
Dio (e con la firma autenticata).
La vita, amico, è l'arte dell'incontro, malgrado ci siano
tanti disaccordi nella vita. C'è sempre per te una donna
in attesa, gli occhi pieni d'amore, le mani piene di
perdono: metti un poco d'amore nella tua vita, come nel 
tuo samba

Metti un poco d'amore dentro un ritmo
E vedrai che nessuno al mondo vince
La bellezza che c'é in un samba, no
Perché il samba è venuto da Bahia
E se è bianco di pelle in poesia
E' nero nell'anima e nel cuore.

(parlato)
Io, per esempio, il Capitano delle Indie Vinicius de
Moraes, il bianco più negro del Brasile, diretto
discendente del re Xangò
Saravà, cioé salve!
Benedizioni, grandi sambisti del mio Brasile bianco, nero,
mulatto, bello e liscio come la pelle della dea Oxum
Benedizione Antonio Carlos Jobim, compagno di canzoni
e caro amico che tanti samba hai viaggiato con me e
ancora tanto viaggerai!

Benedizione, Baden Powell, compagno nuovo amico
nuovo che hai fatto questo samba come me: benedizione a te!
Benedizione, Chico Buarque de Hollanda
Tu che non chiedi, comandi
Tu che hai nel cuore una banda
Tu che appena parti, già sei arrivato!
Il samba ti guardi, compare mio.
E ora, tornando al portoghese, la mia
lingua, voglio salutare i grandi amici del samba, in Italia, gli
uomini che hanno portato il samba in Italia, gli 
uomini e le donne che amano il samba in Italia
Benedizione, Endrigo, tu che sei e sei stato tanto amico e
canti questo disco con me: benedizione, amico!
Benedizione ai bambini che hanno inciso questo disco
con me, io li benedico!
Benedizione, Ungaretti, che quando ti penso
M'illumino d'immenso
Tu che sei immenso, tu che sei denso, tu che sei intenso,
Benedizione, Ungaretti, mio paparino e fratello!
Benedizione, Ungaretti, che sto partendo
E devo dirti addio.

Perché il samba è venuto da Bahia
E se è bianco di pelle in poesia
E' negro nell'anima e nel cuore.

1962 - musica di
Baden Powell

Grazie,Fatima



postato da atima alle aprile 29, 2006 14:42 commenti (1)

28/04/2006

La bossa nova

Definita tante volte come una miscela di jazz e samba (definizione considerata semplicistica, secondo alcuni studiosi e protagonisti), la Bossa Nova è nata alla fine degli anni ‘50 del Novecento nella zona sud (circuito Copacabana- Ipanema) di Rio de Janeiro dalla chitarra e dalla voce di João Gilberto, trovando subito nel pianoforte di Tom Jobim e nella poesia di Vinicius de Morais la sua più perfetta espressione. Difficile non innamorarsi subito al primo ascolto delle melodia bossa novista oppure trovare qualcuno che non abbia mai sentito un brano di Bossa nova. La musica Garota de Ipanema, per esempio, è forse la musica brasiliana più conosciuta al mondo: "Olha que coisa mais linda, mais cheia de graça, è ela menina…"

Il movimento è diventato un successo nazionale negli anni Sessanta, periodo in cui è stata scoperta dai musicisti americani, con le sue canzoni tradotte in inglese ed interpretate dai grandi protagonisti del momento: Stan Getz, Charlie Byrd, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Sarah Vaughan, Elvis Presley e molti altri. Dopo aver conquistato gli Stati Uniti, la Bossa Nova si diffuse in tutto il mondo ed è tuttora considerata la musica popolare brasiliana di qualità per antonomasia.

La Bossa Nova era la colonna sonora che ci voleva in quei tempi di euforia e di speranza. Nel 1959 João Gilberto era un sucesso nazionale, adorato e celebrato come inventore di un nuovo genere musicale. L’interprete per eccellenza dei grandi cantautori come Vinicius de Morais, Tom Jobim, Ari Barroso, Adoniram Barbosa e tanti erano i suoi successori: Nara Leão, Carlos Lyra, Ronaldo Boscoli, Roberto Menescal, Sergio Mendes, Oscar Castro Neves, Agustinho do Santos, Luis Bonfá, Milton Banana e tanti altri che cantavano e componevano i temi della Bossa Nova: ternura (tenerezza), saudade (malinconia e nostalgia), felicità, amore...

In 1966 Frank Sinatra registra un disco solo con composizioni di Tom Jobim, ormai la Bossa Nova aveva conquistato il mondo. Un bel regalo del Brasile alla cultura universale.

Oggi vi  regalerò un vero  gioiello brasiliano la  musica bossa nova :http://www.bossanova.fm/

Grazie,Fatima



postato da atima alle aprile 28, 2006 08:23 commenti (1)

25/04/2006

Per voi in questo giorno storico,

"Amate le vostre visioni, amate i vostri ideali,amate la musica che si agita nel vostro cuore la bellezza nascente nel vostro spirito il fascino che circonda i vostri pensieri piu' puriperche' di tutto questo cresceranno le condizioni ideali e se rimanete fedeli a questi il vostro mondo sara' finalmente creato. "

(Allen James)

Grazie,Fatima



postato da atima alle aprile 25, 2006 11:16 commenti (2)

24/04/2006

25 aprile 1945 - 25 aprile 2006

Anche quest'anno, in tutt' Italia, sarà ricordato l'anniversario della Liberazione del nostro Paese dagli occupanti nazisti e dal governo fascista di Mussolini. Una pagina importante della storia italiana, che fu scritta grazie ai soldati alleati, ma con il contributo determinante degli italiani (i partigiani, i militari, gli internati, i deportati), chiudendo il periodo buio della dittatura e aprendo la strada alla libertà, alla nascita della Repubblica e alla nuova Costituzione.



postato da silvanamodio alle aprile 24, 2006 18:52 commenti (1)

                                                      

                                

                        



postato da lidor alle aprile 24, 2006 08:07 commenti (2)

22/04/2006

506 anni!!! BRASIL,tanti auguri a te!!!

Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador(Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.

La rota fatta tra Lisboa e il Brasile per Pedro Álvares Cabral.

TERRA,TERRA,TERRA!!!

MONTE PASCOAL è stato il primo nome ancora dal mare.

ISOLA DE VERA CRUZ il secondo nome.Poi, TERRA DI SANTA CRUZ.

 

BRASIL nome originario dall'albero Pau brasil che è il nome popolare della specie Caesalpinia echinata Lam.,  nativo della Mata Atlantica, la foresta vergine che ricopriva completamente le regioni litoranee del Brasile.

La prima attività economica dei coloni portoghesi nella appena scoperta Terra de Santa Cruz , l'antico nome del Brasile (secolo XVI), fu proprio il taglio del "pau brasil" per ottenere legno pregiato e resina.

La resina rossa era usata nell'industria tessile europea e conferiva ai tessuti un colore di qualità superiore.

 

L'orgoglio del Brasile è essere brasiliano!!!

Grazie,Fatima

 



postato da atima alle aprile 22, 2006 09:55 commenti (1)

21/04/2006

Lia,benvenuta nel mio blog!

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo

Fernando Pessoa

Con affetto,Fatima



postato da atima alle aprile 21, 2006 22:55 commenti

19/04/2006

Il Brasile indigena!!

CocarIl 19 aprile è il giorno dell'indio

PlumasNel 1500 quando i portoghesi arrivarono in Brasile,si credeva che qui vivevano circa 6 milioni d’indigeni.Negli anni 50 secondo l’antropologo Darcy Ribeiro,la popolazione indigena brasiliana era dai 68.000 ai 100.000 abitanti.Attualmente abbiamo circa 280.000 indigeni in Brasile.

Quando i portoghesi arrivarono in Brasile esistevano circa 1300 lingue indigene.Attualmente ne esistono soltanto 180.Il peggio è che 35% delle 210 popolazioni con diverse culture hanno meno di 200 persone.

 

Oggigiorno,quello che sembrava impossibile,sta,invece,succedendo:il numero di indigeni in Brasile ed in Amazzonia sta aumentando ogni volta di piú.Il tasso di crescita delle popolazioni indigeni è di 3,5%all’anno,superando la media nazionale che è di 1,3%.

 

In migliori condizioni di vita,alcuni indigeni ricuperarono la propria autostima,reintroducendo antichi rittuali,imparando nuove tecniche, come pescare con l’amo.

 

Molti ritornarono nella foresta con un grande numero di bimbi indigeni.” Il fenomeno è simile al ‘baby boom’del dopoguerra,quando le popolazioni dopo grandi uccisioni,tendono a ricuperare le perdite riproducendosi piú rapidamente”,secondo l’antropologa Marta Azevedo dell’ Università di Campinas.

 

 

Organizzazione e vita del gruppo

 

 

Gli indigeni brasiliani vivono utilizzandosi delle risorse naturali offerte dall’ambiente con l’aiuto di processi rudimentari. Fanno la caccia,piantano,pescano,produccono gli strumenti necessari per queste attività.La terra appartiene a tutto il gruppo e ognuno da essa ne ricava il proprio sostegno.Esiste una divisione di lavori secondo l’età ed il sesso:in genere sta alla donna mantenere la casa,i bimbi e l’orto;l’uomo,invece,è responsabile per la diffesa,la caccia e per la raccolta degli alimenti nella foresta.

 

I piú anziani–uomini e donne-godono di grande rispetto da parte di tutti.L’esperienza acquisita dopo molti anni di vita gli trasforma in simboli di tradizione della tribù.Il “pajè”(sacerdote) è una specie di stregone e di consigliere spirituale.

 

 

Il capo della tribù

 

 

Gli indigeni vivono in villaggi,molte volte commandati da capi che son chiamati “cacique”, “ tuxána”o “morubixaba”.

 

La posizione del capo può essere ereditaria (da padre a figlio)o non.Il capo deve mantenere le tradizioni nei cambiamenti, nella guerra,detterminando le attività giornaliere e responsabilizzandosi per il contatto con altri villaggi o con i civilizzati.

 

 

Cultura Indigena

 

 

Un quarto di tutte le droghe prescritte dalla medicina occidentale è ottenuta dalle piante della foresta,e tre quarti dall’informazione delle popolazione indigene.

 

Nell’area dell’educazione,la lingua “tucana”,oltre al piccolissimo numero di parole,viene paragonata dai linguisti alla lingua greca,data la sua ricchezza strutturale.

 

 

Rittuali e Miti

 

 

In Brasile molte tribù pratticano dei rittuali,segnalando un passaggio di un gruppo o di un individuo da una situazione ad un’altra.Questi rittuali si riferiscono alla gestazione e alla nascita,all’inizio della vita adulta,al matrimonio,alla morte e ad altre fasi della vita.Pochi popoli credono nell’ esistenza di un essere superiore (supremo);la maggior parte crede negli eroi mistici,responsabili per la creazione degli animali,piante e costumi.

 

 

L’arte

 

 

L’arte si mescola alla vita quotidiana.La pittura corporale,per esempio,è un mezzo per distinguere i vari gruppi di una società indigena , o anche semplicemente come addobbo.

 

Il colore rosso viene estratto da una pianta chiamata “urucum”e il blu,quasi nero ,dal “jenipapo”.Per il colore bianco,invece,gli indigeni usano il calcare.

 

I lavori fatti con penne e piume di uccelli costituiscono l’arte indigena.

 

Alcuni realizzano lavori in legno.

 

La pittura e il disegno indigena son sempre legati alla ceramica e ai cesti.I cesti sono comuni in tutte le tribù,cambiando la forma e il tipo di paglia da cui son fatti.

 

 

Generalmente gli indigeni fanno un’ associazione della musica strumentale al canto e alla danza.

Grazie,Fatima

 

 



postato da atima alle aprile 19, 2006 11:21 commenti (6)

15/04/2006

Auguri  di felice Pasqua da maestraleila e i suoi pulciniBUONA PASQUA

postato da leilamore alle aprile 15, 2006 08:53 commenti (6)

14/04/2006

Una poesia di Cecilia Meireles,

Motivo

Canto perché l’istante esiste
e la mia vita è completa.
Non sono allegro né triste:
sono un poeta.

Fratello delle cose fuggitive,
non provo piacere né afflizione.
Attraverso notti e giorni
nel vento.

Se demolisco o edifico,
se sono o mi annullo,
non so, non so. Non so se rimango
o passo.

So che canto. E il canto è tutto.
Ha sangue eterno l’ala ritmata.
E un giorno so che rimarrò muto:
– più niente.

Per dire,BENVENUTA MARIA LUISA.

Grazie

Fatima



postato da atima alle aprile 14, 2006 21:07 commenti (2)



plumes
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BRASITALIA

Feste,
costumi,
tradizioni,
culture

Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.




Imparo l'italiano con:

broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide

Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.

Luigi Pirandello

Day by Day

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno

Canzoniere
Francesco Petrarca



Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di
Laura

Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue.
Nessuno le guardava e le amava come lui.
Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui.
Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole
per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.

"Marcovaldo"

Italo Calvino.

Odio
«“Bello, principe, bello!
Cose cosí non se ne fanno piú adesso,
al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui,
i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente,
insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario.
/ Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava;
era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi,
alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi;
si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire,
se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano,
alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente,
d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva:
era un ospite, era il padre della cara Angelica.
Era forse un infelice come gli altri»

"Il gattopardo"

Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade

Ascolto

Serenata


Haydn

Buona notte, cor mio.
Tu forse in grembo a morbidette piume
sciogli le membra in dilettoso oblio;
ed io qui, lasso, in lacrimoso fiume
stemprato il cor e l'anima t'invio
Buona notte,cor mio.

Serenata (in Vezzi d'Erato)
Leonardo Quirini

Jorge Amado
Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia,
giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare.
E quando sono incominciate, non c'è niente che le faccia fermare,
si estendono, si sviluppano come una merce a buon mercato
e di largo consumo.
L'allegria, invece, compare mio, è una pianta capricciosa,
difficile da coltivare, che la poca ombra,
che dura poco e che richiede cure costanti e
terreno concimato, né secco né umido,
né esposto ai venti, insomma una coltivazione
che viene a costar cara, adatta a quelli che son ricchi,
pieni di soldi. L'allegria va conservata nello champagne;
mentre la cachaça tuttalpiú consola delle disgrazie,
quando consola.
La disgrazia è una pianta dal legno resistente; a ficcarne un germoglio nella terra,
non c'è bisogno di occuparsene,
cresce da sola, frondeggia ne son piene le strade.
Nel cortile dei poveri, poi, amico mio,
la disgrazia nasce in quantità, non si vede altra pianta.
Se un tizio non ha la pelle indurita e la schiena incallita con calli di dentro e di fuori,
è inutile che ricorra agli encantados, non c'è ebó che tenga.
E le dico un'altra cosa, mio bel signore, non per darmi delle arie
né per lodare a tutti i costi i poveri diavoli,
ma percbé è la pura verità:
non c'è che il popolino che abbia razza e coraggio sufficienti a far fronte a tante disgrazie e
continuare a vivere lo stesso.
E adesso che ho parlato e nessuno mi ha contraddetto,
sarò io a domandare: perché le interessa, fratellino,
di conoscere le disavventure di Teresa Batista?
Forse che lei può metter rimedio alle vicende passate?

-"Teresa Batista stanca di guerra."

Poesia
Vec' morar
Go storonzà al me morar,
des che 'l xe senza fòia,
e go vist ta 'l so tronc
zondri fondi e spaurosi.
Chissà se diman
al varà vòia
e forza 'ncora
de butar fora?
Ta la sera del vivar
no se xe mai sicuri
de védar primavera.
Ma se spera... se spera!

Silvio Domini

Cosine & Adesivi
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«L'esperimento è compiuto
la scienza è incapace di ripopolare il deserto cielo,
di rendere la felicità alle anime
in cui ella ha distrutto l'ingenua pace...
Non vogliamo più la verità. Dateci il sogno.
Riposo non avremo, se non nelle ombre dell 'ignoto».
D'Annunzio

«La scienza ha perfezionato, oltre ogni aspettativa,
la tecnica, ma non ha saputo,
né saprà mai liberare gli uomini
dal dolore e dalla morte,
e solo ha tolto le illusioni della fede,
che lo compensavano del male del vivere,
dell'atrocità del morire».
Giovanni Pascoli

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