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Festa de São Pedro
Il 29 giugno ,giorno di São Pedro,patrono dei pescatori.
postato da atima alle giugno 29, 2006 18:37 commenti (1)

In Maranhão il Festival di Parintins, una delle più
importanti manifestazioni popolari del Brasile
Gli immigranti portoghese portarono nel cuore dell’Amazzonia elementi della loro cultura e delle loro tradizioni come l’opera popolare del bumba-meu-boi.

Se anticamente le rappresentazioni dei bois si limitavano a semplici confronti per strade e cortili di città, è solo a partire da metà anni 60 che la macchina del folclore si mette in moto partorendo uno dei più grandi eventi popolari del paese. Nei mesi che precedono il festival centinaia di artisti, ballerini, musicisti e artigiani collaborano in preparazione dell’evento che dal 1988 si celebra nel bumbodromo, un`arena appositamente creata per accogliere le sfilate delle fazioni rivaleggianti e i 50mila tifosi-spettatori che ogni anno affollano le caldi notti di fine giugno.
L’impianto strutturale delle sfilate ricorda quello dei cordoni carnevaleschi nel sambodromo: bois in testa, a seguire blocchi di ballerini in una esplosione di piume e di colori, carri allegorici e metafore umane come la «porta-stendardo», lo «sciamano», la «figlia del fazendero», la «regina del folclore» o la «più bella del villaggio». Alle sfilate partecipano numerose tribù di indios vestite dei rispettivi costumi tradizionali superbamente adornati di piume di ara o di pavone. L’amichevole combutta si consuma fra la squadra del boi garantido (rosso, simboleggiato dal cuore) e la squadra del boi caprichoso (blu, simboleggiato da una stella). Il linguaggio musicale a sostegno dei giocatori è assicurato dalle sezioni batucada, musicisti che ritmano l’esibizione del garantido e marujada de guerra per il caprichoso.

A rinforzo dell’imponente onda ritmica si aggiungono le sfrenate galeras (tifoserie) che alternano momenti di religioso silenzio, quando a sfilare è il boi rivale, a momenti di corale esaltazione nell’orgia di gloria della propria squadra.
Per leggere il testo completo di Matteo Cuccini,
Cliccate qui: http://www.musibrasil.it/articolo.php?id=1513
postato da atima alle giugno 29, 2006 18:10 commenti (2)

Cari amici,vi presento una nuova amica del blog,si chiama Marni,e,gentilmente,ci cede questo post sotto.
Marni,grazie per raccontarmi le belle cose della Italia.
Grazie,Fatima
postato da atima alle giugno 29, 2006 11:23 commenti (1)

Sogni di stelle a Stromboli
E' forse l'isola più conosciuta delle Eolie: il vulcano piccolo ma attivo che erutta con regolarità magma e lapilli fino al mare, le sabbie nere e granulose sotto rocce altrettanto scure e ruvide, magmatiche, primordiali, un mare blu, profondo, movimentato, abissale, selvaggio, ma che in alcune zone ha trasparenze cristaline.
Questa è Stromboli. L'isola che qualche anno fa ha sopportato un'eruzione importante con il crollo di una parte della Sciara del fuoco ed il seguente maremoto....l'isola che ospita "Iddu" sua maestà il vulcano che sovrasta ed incombe con la sua presenza impressionante ed il suo rombo continuo.
Iddu è per gli isolani una sorta di divinità da rispettare, qualcuno con cui si può convivere conoscendone le abitudini, ma con cui non ci si può permettere di scherzare. Ne sanno qualcosa le persone che compiono in solitaria la salita notturna al vulcano (ora proibita) e che si perdono fra i canneti o che incorrono in incidenti ben più gravi ed estremi.
Vivere a Stromboli è un'esperienza che lascia i l segno...l'estate è varia e ricca di movimento e di gente, i colori dei parei si susseguono, le soste per la granita o i dolci al bar Ingrid centro dell'isola e ricordo dell'attrice protagonista del film di Rossellini, sono d'obbligo, ma il rumore, il caos, il frastuono delle innumerevoli Ape che solcano i vicoli, non riescono ad intaccare la magia di questo luogo.
A Stromboli di notte si vedono le stelle questo lo slogan dei stromboliani che si sono strenuamente opposti all'illuminazione delle strade. Di notte a Stromboli le uniche luci sono queste stelle vicinissime e brillanti che forano il velluto nero del cielo, le torce elettriche dei passanti e il faro dello Strombolicchio, enorme scoglio di fronte all'isola dove il mare scende a precipizio e le acque non mostrano il fondo.
La notte estiva di Stromboli è magica e silenziosa, nemmeno i turisti riescono a scalfirla, solo il rumore delle onde ed il rombo che si sente nel terreno, il brontolio di Iddu che sancisce la fine di un'altra giornata di sole e di mare.
Sono sbarcata a Stromboli e mi sarei inginocchiata a baciare la terra...
Stromboli le sue stelle compaiono nei miei sogni...
Stromboli è l'ombelico del mondo.
By Marni
Stromboli è. La sua potenza ed il suo fascino persistono al di là dell'uomo e dei riti estivi. Il profumo del mare, il rombo delle onde contro gli scogli, i capperi abbarbicati nelle fessure, le canne che riprendono vigore in ogni spazio libero.....tutto ciò testimonia una natura vigorosa e selvaggia, fiera di se', ed abitanti altrettanto orgogliosi che con questa natura vivono in simbiosi, e che accettano le lusighe della modernità con molta parsimonia.
postato da atima alle giugno 29, 2006 11:17 commenti (1)

Cari amici,leggendo i vostri blog,sento una alegria nell'aria.Che bello sentirvi così...è la natura che vi sta portando tutta questa gioia.Dopo un inverno rigoroso ,che ho seguito di perto(l'oceano,sei sparito con la internet!), meritate questo sole,questo sapore di mare.W l'alegria!
Estate
Estate, sei calda come i baci che ho perduto,
Sei piena di un amore che ho passato
Estate, il sole che ogni giorno ci scaldava,
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore
E tornerà un altro inverno, Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose, E forse un po di pace tornerà
L'estate, che ha dato il suo profumo ad ogni fiore,
L'estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
João Gilberto- Brasil.
Ascoltate un pochettino:
postato da atima alle giugno 28, 2006 12:56 commenti (6)

Dora 
Cara Dora,grazie per aiutarmi con questo blog che mi da tanto piacere...
Una versione di Dora,con Gilberto Gil e Milton Nascimento.

postato da atima alle giugno 26, 2006 12:15 commenti (4)

Visitate:
http://www.lagirandola.it/lg_primopiano.asp?idSpec=95
Grazie,
Fatima
postato da atima alle giugno 25, 2006 16:05 commenti (2)

postato da lidor alle giugno 24, 2006 08:49 commenti (3)

Oggi,giornata internazionale della musica,vi regalo un poco del "chorinho",musica brasiliana.
Il choro (termine portoghese che significa lamento o pianto) è un modo brasiliano di affrontare e suonare la musica europea: valzer, polka, ecc.
Nasce intorno al 1870 a Rio de Janeiro. Solitamente è suonato con due chitarre accompagnate anche da flauto e clarinetto.Villa-Lobos lo definisce come l'essenza dell'anima musicale brasiliana.
Carinhoso (clique para ouvir a música) Pixinguinha
Lamentos (clique para ouvir a música) Pixinguinha
Brasileirinho (clique) Waldir Azevedo / Pereira da Costa
Ce ne sono tante ma scelgo queste...e allora vi piace?Saluto Italia! con l'allegria del popolo brasiliano!!!
postato da atima alle giugno 21, 2006 12:49 commenti (3)

Come mai non ci sono andata ancora?? Via dell'Anfiteatro Bevagna

postato da atima alle giugno 20, 2006 12:37 commenti (3)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosí non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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