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UN SALUTO AL BRASILE DA
CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI)
ITALIA

DORA E LE SUE ALUNNE
postato da lidor alle settembre 28, 2006 16:17 commenti (6)

Benvenuti Anconesi!!!

postato da atima alle settembre 26, 2006 16:54 commenti (5)

Benvenuti Maceratesi ,"adè gghiusto"?

postato da atima alle settembre 26, 2006 16:51 commenti

ITALIA,Buon fine settimana!!
PRESENZA
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso, e tu dietro a lui, spero.
Esci fuori in giardino e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu, e fiori,
luna e stelle a te s'inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.
(Wolfgang Goethe)
postato da atima alle settembre 23, 2006 18:04 commenti (15)

Le ville del Trevigiano-1ª parte
Piccole Versailles,
Formano un itinerario affascinante,le ville del"Alta Marca trevigiana,immerse in un paesaggio che sembra un presepe.

Villa Barbaro a Maser

Villa Gera

Villa Brandolin a Soligheto
Lo stile della villa è veneto, con finissime decorazioni a stucco di ispirazione veneziana e posteriori di qualche decennio alla costruzione della villa. La decadenza del Castelletto iniziò nei primi decenni del '700, quando i Brandolini lo abbandonarono e costruirono per loro abitazione l'attuale villa Brandolini.

Villa dei Cedri,
Dove ogni settembre si tiene la Mostra Nazionale dello Spumante.Ma,spumante a parte ,le prelibatezze di assaggiare in zona sono numerose:dal formaggio Morlach del Cansiglio ai marrono di Combai,al vino passito doc Torchiato di Fregona.

Villa Contarini degli Armeni.
L'edificio è uno dei monumenti più celebri di Asolo;si trova sulla cima del colle Messano,a poca distanza dal centro storico.
Cari amici,non ho trovato delle foto:Villa Scotti Pasini a Asolo
Villa Galanti a Asolo.
Chissà qualcuno me ne trovano.Grazie.Fatima
postato da atima alle settembre 23, 2006 17:42 commenti (1)

Brasile,felice primavera.

Italia,felice autunno.

postato da atima alle settembre 22, 2006 17:40 commenti (4)

DOPO LA TRASMISSIONE
Ho sentito per la prima volta la voce di Fatima: è dolcissima.
Cara Fatima, è stata una grande emozione sentire la tua voce. Anche tu ti sei emozionata. E' stato bellissimo sentire le tue parole. Anche io ti considero amica del cuore, non solo un'amica virtuale. Ti voglio bene. Un abbraccio anche da tutte le mie alunne.
Dora
ATTENZIONE!!!!! A TUTTI GLI AMICI DI FATIMA
DOMANI ALLE ORE 10.30 CIRCA POTRETE ASCOLTARE LA VOCE DI FATIMA NELL'AMBITO DELLA TRASMISSIONE RADIO MATTINATA IN BLU.
Mattinata in blu è una trasmissione condotta da Daniela Lami che ha avuto per argomento, nelle ultime settimane, il mondo dei blog. Io avevo parlato di fatima e del modo in cui ci eravamo conosciute in rete. A daniela la storia è piaciuta e ha contattato Fatima: effettuando una registrazione telefonica che andrà in onda appunto domani. Di seguito parlerò io commentando ciò che avrà detto Fatima (non so niente di quello che ha potuto dire); inoltre leggerò la lettera che Fatima circa 1 anno fa mi ha mandato in cui diceva di adorare l'Italia e gli Italiani e il blog che avevamo creato che le ha pwermesso di imparare meglio l'italiano e, soprattutto, di conoscere tanti amici e tante amiche.
Allora domani mattina sintonizzatevi tutti su
www.radioinblu.it . e cliccate su
poi aspettiamo i commenti. CIAO, FATIMA
UN BACIONE da DORA
postato da lidor alle settembre 20, 2006 11:19 commenti (10)

| SAN GENNARO |
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Pochi sanno che Ianuario era il vero nome di S.Gennaro. Discendeva, infatti dalla famiglia gentilizia Gens Januaria sacra al bifronte dio Giano. Qundi Gennaro (trasformazione napoletana di Ianuario) non era il suo nome, bensì il cognome. Fonti non ufficiali affermano che il suo nome fu Procolo.
San Gennaro è, senza dubbio, una delle figure più famose nel panorama partenopeo e si può tranquillamente affermare che è noto e venerato in tutto il mondo.
La vicenda che vide coinvolto Gennaro, avveniva nella prima metà del III° secolo, in piena persecuzione cristiana da parte di Diocleziano.
A quei tempi, Gennaro, vescovo di Benevento si recò a Pozzuoli per fare visita ai fedeli e qui trovò il martirio per ordine del giudice anticristiano Dragonzio.
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Festa di San Gennaro
Il 19 settembre a Napoli si svolge la festa per eccellenza che a Napoli, ma anche in tutta la Campania, gode di un'attenzione tutta particolare. San Gennaro infatti gode di una devozione molto profonda in Campania ed a Napoli soprattutto. Al centro di questa festività c'è l'attesa del "miracolo" della liquefazione del sangue contenuto all'interno di una teca nella cattedrale napoletana. Questo fanomeno è invocato tramite preghiere in dialetto.
postato da atima alle settembre 19, 2006 18:34 commenti (2)

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"Fra i diversi strumenti dell'uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo.
Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della voce; poi ci sono l'aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un'altra cosa: il libro è un'estensione della memoria e dell'immaginazione."
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(Jorge Luis Borges)
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postato da atima alle settembre 18, 2006 15:50 commenti (5)

Chi ha inventato gli Spaghetti?

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È da sfatare la leggenda che gli spaghetti siano stati introdotti in Italia da Marco Polo al suo ritorno dalla Cina. Infatti, nel 1279, quando il grande esploratore veneziano era ancora in Oriente, il notaio Ugolino Scarpa, elencando ciò che il milite Ponzio Bastone lasciava in eredità, cita tra le altre cose "bariscella una plena de macaronis". Ancor prima, nel 1244, un medico di Bergamo promette ad un lanaiolo di Genova che l´avrebbe guarito da un´infermità alla bocca se egli non avesse mangiato né carne, né frutta, né cavoli, né pasta: "…et non debes comedare aliquo frutamine neque de carne bovina nec de sicca neque de pasta lissa nec de caulis…" (Roberto S.Lopez "Su e giù per la storia di Genova").
Pare assai azzardato cercare di imputare a tutti i costi l´invenzione della pasta perché, a nostro avviso, di invenzione non si tratta, ma piuttosto del naturale sfruttamento di una materia prima assai diffusa. Il frumento era conosciuto circa 10.000 anni fa e, quando si scoprì che, frantumandone i chicchi, se ne poteva ricavare la farina, gli uomini incominciarono anche a produrre i primi impasti che, cotti su pietre roventi, davano sottili focacce, il famoso pane azzimo. Dalla cottura del composto farina-acqua sulle pietre, alla bollitura in acqua il passo è breve e naturale. Le più antiche testimonianze su formati di pasta cotti in acqua risalgono infatti a 3000 anni a.C.. Famosi i rilievi in stucco della Grotta Bella, tomba etrusca del IV sec. a.C., che riproducono l´interno di una casa: ai due pilastri centrali sono appesi, tra l´altro, la spianatoia, il matterello, la rotella dentata ecc.
Nella sua formulazione più semplice dunque la pasta è cibo antichissimo, che ebbe origini del tutto indipendenti. Non ci sembra perciò giusto parlare di "invenzione" quando ci si riferisce ad un alimento la cui produzione ed il consumo sono naturali conseguenze dell´evoluzione della civiltà dei popoli. Ciò che comunque resta certo è che non fu Marco Polo a insegnarci a mangiare gli spaghetti! Ma non furono nemmeno i napoletani a dar origine alla pastasciutta. I maccheroni non sono nati a Napoli, ciò è storicamente accertato, ma in questa città hanno ricevuto senz´altro la loro massima esaltazione popolaresca: l´innata sapienza gastronomica del napoletano, fatta di entusiasmi, di intuiti e di sentori, ha subito accolto, arricchito e fatto proprio questo cibo.
(Tutte le informazioni sono tratte da: La Cucina italiana "La pasta")
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Dal 28 settembre al 1 ottobre,Foligno-Perugia
Festivale Nazionale dei Primi Piatti!!!!
Ravioli alla ricotta con speck
Dosi: 6 persone
Ingredienti:
per la sfoglia:
3 uova
500g di farina
120 ml acqua
per il ripieno e il condimento:
150g di parmigiano
300g di ricotta
Prezzemolo
100g di speck
50g di parmigiano
noce moscata
sale, pepe
Procedimento:
Sulla spianatoia mettete la farina a fontana con in mezzo le uova e l’acqua. Lavorate l’impasto per circa 10 minuti fino a quando sarà diventato liscio e omogeneo. Stendete la pasta in sfoglie sottili. Preparate il ripieno mescolando bene i formaggi con il prezzemolo, il sale, il pepe e la noce moscata. Ricavatene poi tante palline grandi come una nocciola e sistematele distanziate tra di loro. Ricoprite con l’altra sfoglia premendo bene fra un ripieno e l’altro, quindi con l’ apposita formina ricavate i ravioli. Buttate i ravioli in acqua bollente salata per circa 5 minuti a fuoco basso. In una casseruola soffriggere lo speck, versarvi i ravioli e mantecarli con il parmigiano.
postato da atima alle settembre 17, 2006 22:52 commenti (7)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosí non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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