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OGGI A PONTREMOLI
SI BRUCERÀ IL FALÒ DI S. GEMINIANO,
PATRONO DELLA CITTÀ!
STANNO ALLESTENDO LA GRANDE PIRA
E ALLE 19 CIRCA ORE ITALIANE SI APPICCHERÀ IL FUOCO
CON GRANDE FESTA DELLA POPOLAZIONE.
OGGI LE SCUOLE SONO CHIUSE.
Maria Luisa.
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postato da icfarrari alle gennaio 31, 2007 10:14 commenti (6)

Foto di Ricardo Zerrenner
O notte
Giuseppe Ungaretti
Dall'ampia ansia dell'alba
Svelata alberatura.
Dolorosi risvegli.
Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.
Autunni,
Moribonde dolcezze.
O gioventu',
Passata e' appena l'ora del distacco.
Cieli alti della gioventu',
Libero slancio.
E gia' sono deserto.
Perso in questa curva malinconia.
Ma la notte sperde le lontananze.
Oceanici silenzi,
Astrali nidi d'illusione,
O notte.
postato da atima alle gennaio 27, 2007 10:57 commenti (10)


SÃO PAULO,la maggiore città(Capitale dello Stato di São Paulo) del Brasile e 3ª del mondo,con 10812 milioni di abitanti,compie oggi,453 anni.
TANTI AUGURI !!!!!!Fatima
postato da atima alle gennaio 25, 2007 14:39 commenti (5)

Favola
Si ne ho sentite
le ho raccontate
Ne conosco molte
mi sono mancate
Ora non ci pensavo più
Invece no!
In un pomeriggio di pioggia
parlando di cose
forse
sicuramente profonde
con un " Angelo "
si accorge che questa donna
che ha spezzato le catene
vive una bambina
Lui "L'Angelo"
gli racconta una favola
E' solo un caso
Ma parla di un principe e una principessa
La favola era solo un pretesto
Lei lo sa
Si sente sicura tra le braccia di quell'angelo
Un pò altruista che gli vuole bene......
Si addormenta serena.
postato da GretaR alle gennaio 22, 2007 22:39 commenti (3)

LA TERZA B DELLA SCUOLA SECONDARIA
DI PONTREMOLI
E LA PROF. SALUTANO FATIMA
E VORREBBERO COMUNICARE CON UNA SCUOLA DEL BRASILE:
SCRIVETE SUI NOSTRI COMMENTI!
ARRIVEDERCI!
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postato da icfarrari alle gennaio 21, 2007 07:49 commenti (3)

ECCOMI di volta a casa!
Fatima ...Dopo non so quanti giorni,ritornò al paese nativo,che trovò ancor notabilmente cambiato al bene.Trottò subito a Pasturo;trovò Agnese rincoraggita affatto,e disposta a ritornare a casa quando si fosse;di maniera che ce la condusse lui;nè diremo quali fossero i loro sentimenti,quali le parole,al rivedere insieme que' luoghi...
Vedete che son tornata ispiratissima.
L'Italia mi fa sognare ed il Brasile di poter reallizzare.
Buon fine settimana ITALIA!!!
postato da atima alle gennaio 19, 2007 15:36 commenti (13)

EVVIVA: OGGI HO INCONTRATO
FATIMA!!!
UN ARRIVEDERCI!
Maria Luisa di Pontremoli.
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postato da icfarrari alle gennaio 15, 2007 10:45 commenti (3)

La Befana, è nell’immaginario collettivo un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi. L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.
Si rifà al suo aspetto la filastrocca (la Befanata) che viene recitata in suo onore:
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana...
VIVA VIVA LA BEFANA!
Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle per i bambini buoni, mentre sul fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone per quelli cattivi, passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai più piccoli.
Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.
postato da Meia alle gennaio 05, 2007 15:26 commenti (6)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosí non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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