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Ho camminato la solitudine
pretendendo l'Amore
ho camminato la rabbia
pretendendo la guerra
ho camminato la paura
pretendendo la consolazione
ho camminato la colpa
pretendendo il perdono
ora cammino sola
non pretendendo niente.
postato da GretaR alle aprile 29, 2007 20:41 commenti (4)

Chevalley pensava:"Questo stato di cose non durerà; la nostra amministrazione, nuova, agile, moderna cambierà tutto."
Il Principe era depresso:
"Tutto questo" pensava "non dovrebbe poter durare; però durerà, sempre; il sempre umano, beninteso, un secolo, due secoli...; e dopo sarà diverso, ma peggiore.Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra."
Buon fine settimana,Italia.
postato da atima alle aprile 27, 2007 11:06 commenti (9)

OGGI IN ITALIA
RICORRE LA FESTA DELLA
LIBERAZIONE.
Maria Luisa.
postato da icfarrari alle aprile 25, 2007 10:23 commenti (1)

23 aprile,giornata del "Chorinho".
110 anni di Pixinguinha,
il Choro è la prima musica urbana totalmente brasiliana
Nato verso la fine del XIX secolo, rappresenta la base
e l’origine di tutte le musiche del Brasile, come il samba
o la bossa nova e, nel contempo, rappresenta la modernità
della musica brasiliana . contemporanea.
Il choro è spesso considerato come il “jazz brasiliano”,
di cui Pixinguinha è stato uno dei maggiori compositori…
postato da atima alle aprile 23, 2007 17:00 commenti (5)


L'abitazione típica inglese(...)è costituita da un ingresso,da un viale di accesso attraverso un piccolo giardino,da alcune camere di rappresentanza al piano terra e da qualche camera da letto al piano superiore.Ora,accanto a questa casa che vi ho descritto,ce ne è un'altra uguale e poi un'altra uguale ancora.Cioè,voglio dire,non è che per risparmiare abbiano detto:adesso facciamo un grande palazzo con un solo ingresso,una sola scala,e tanti appartamenti.Nossignore,là ognuno desidera il suo ingresso,il suo giardino,la sua scala personale interna,così che potrà vivere senza sapere come si chiama il vicino di casa,senza sapere chi è,che fa,come è fatto,eccetera,eccetera;e,con uguale convinzione,desidera sopra ogni cosa al mondo,che anche i suoi vicini ignorino e ricambino questa indifferenza nei suoi riguardi.
Io,dice Saverio "del mio quartiere so tutto."
"E per forza,perchè a Napoli ci sono le corde tese da palazzo a palazzo per stendere i panni,e su queste corde le notizie corrono e si diffondono",dice Bellavista.E già,perchè se ci pensate bene um momento per stendere una corda tra il terzo piano di un palazzo ed il terzo piano di un altro palazzo è necessario che le signore inquiline dei suddetti appartamenti si siano parlate,si siano messe d'accordo:"Signò,adesso facciamo una bella cosa,mettiamo una corda fra noi e voi,così ci appendiamo il bucato tutt'e due.Voi il bucato quando lo fate?Il martedì? Brava,allora vuol dire che noi lo faremo il giovedì che così non ci possiamo tozzare.È nato il colloquio ed è nato l'amore.(...)" Dopo stesa la prima corda"-continua il professore- le nostre signore diventeranno più intime,litigheranno e si riappacificheranno,si metteranno insieme per litigare con le signore del piano di sotto fino a diventare amiche di queste ultime.Ovviamente il sitema ha i suoi inconvenienti, i suoi prezzi da pagare.E,quindi nulla di ciò che accade in una delle case può essere tenuto nascosto alle altre:amori,speranze,compleanni,corna,vincite al lotto e diarree,tutto dovrà essere di pubblico dominio.
Brano di "Così parlò Bellavista",Luciano De Crescenzo.
postato da atima alle aprile 23, 2007 16:39 commenti (1)

Il 22 aprile 1500...
Il Brasile nasce qui,a Porto Seguro,nelle Stato di Bahia,

in questa regione grande quanto metà Europa, ricca di una natura incontaminata e di spiagge incantevoli.
Per vedere di più,guardate nel 22 aprile 2006 sul blog,dove ho scritto in un modo più storico.Grazie.

foto di questo sito :http://www.pbase.com/alexuchoa/salvador
Il 21 aprile 1960 nacque la capitale del Brasile,Brasília.
http://it.wikipedia.org/wiki/Brasilia

Cliccate quì per vedere le foto:http://www.pbase.com/alexuchoa/brasilia
postato da atima alle aprile 22, 2007 09:24 commenti (2)

Un anno fa nasceva BRASITALIA
Quando l'amicizia varca l'oceano
A FATIMA
Internet non finisce mai di stupirmi. Ogni giorno entro in contatto con persone meravigliose che mai avrei immaginato di trovare quando ho cominciato la mia avventura in rete. Voglio parlarvi di Fatima. Fatima è brasiliana e vive a San Paolo. I suoi nonni erano italiani e lei ha cominciato ad imparare l'italiano frequentando i vari blog. Io l'ho conosciuta tramite il mio blog didattico: ho trovato un commento in cui si diceva che seguiva ciò che la mia classe andava scrivendo perchè così imparava l'italiano. Le ho risposto sempre nei commenti perchè non aveva un blog. E così è incominciata la nostra amicizia. Fatima è una persona meravigliosa che ama l'Italia e gli Italiani.
Brasile e Italia : le sue due anime.
Io ho aiutato Fatima a mettere su il blog e tra noi è nata una bella amicizia, virtuale ma profonda. Fatima mi chiama "la mia amica del cuore". Io la chiamo "la mia amica del cuore"
Fatima è stata capace di farmi emozionare quando qualche tempo fa ho ricevuto un pacchetto a scuola: veniva dal Brasile e conteneva un CD doppio di Vinicius de Moraes. Fatima attraverso il mio blog didattico era risalita all'indirizzo della scuola e mi aveva inviato questo regalo con una lettera deliziosa. Ripeto mi sono emozionata: al di là dell'oceano c'era una persona che aveva pensato a me.
All'inizio io scrivevo spesso su questo blog per aiutare Fatima ad entrare in questo mondo e su questo blog c'erano pochi amici. Ora Fatima è diventata bravissima e ha conquistato con la sua dolcezza, la sua simpatia, la sua umiltà tanti amici che arricchiscono questo spazio. Ora Fatima ha imparato a camminare da sola. Ora posso ritornare a scrivere su questo blog
Ti voglio bene , Fatima, amica del cuore:))
Dora
postato da lidor alle aprile 21, 2007 11:45 commenti (4)

19 aprile la giornata dell'indio in Brasile

Attualmente ci sono 227 popolazioni con più di 180 lingue diverse.
La maggior parte è distribuita in migliaia di tribù,all'interno di 593 terre indigine,da nord al sud del territorio nazionale.
La popolazione indigena arriva a 734 mila.

Le foto sono del sito "Olhares"
Cliccare quì sotto:
Hatá niga
Il Tupi-Guarani è un ramo linguistico della famiglia Tupi il quale era il più parlato quando i portoghesi qui arrivarono. Diffusa in tutto il territorio nazionale ,eccettuandosi il nordest. A quell’epoca esistevano circa mille diversi idiomi.Oggi soltanto nove lingue indigine hanno più di cinquemila parlanti di cui due –il Tupi e il Macro-Jê-sono
i più grandi rami linguistici .
La parola “Tupi”significa “grande padre” o “lider”.E “Guarani”significa “guerriero”.Era parlato dal popolo “Tupiniquin” e “Tupinambá”.
Mentre i portoghesi volevano rendere il popolo indigena schiavo,i francesi,invece.li trattavano come amici e commercianti.Perciò i portoghesi erano chiamati “Perós”o “Perós-angaipa” per via della pelle bianca e dei capelli bruni,mentre i francesi erano chiamati “Aiurujaba” che significa “pappagallo giallo”alludendo al fatto che erano loquaci e amici.
Abbiamo una grande influenza del Tupi –Guarani nel nostro quotidiano rendendo la lingua parlata in Brasile molto diversa da quella parlata in Portogallo e in altri Paesi .
Se qualcuno volesse eliminare i vocaboli Tupi nella lingua parlata in Brasile,bisognerebbe cambiare i nomi di 10 stati del Brasile,sette capitali,centinaia di nomi di città,milioni di nomi di strade, autostrade,piazze e vie così come centinaia di località topografiche,oltre che migliaia di nomi propri di persone e parole comune nel nostro quotidiano,rendendo così la nostra comunicazione e locomozione impossibile.
Come per esempio “Ipanema”,la famosa spiaggia a Rio de Janeiro,che vuol dire fiume dalle cattive acque, e “ carioca”, l’abitante di Rio che vuol dire casa del uomo bianco che era il capannone dove i portoghesi tenevano il pregiato legno “Pau Brasil”.
O come direbbero i Tupinambá:Nhandê Coive Ore Retama! Esta terra é nossa!
postato da atima alle aprile 19, 2007 10:52 commenti (8)



Ciao amici italiani,vi saluto da São Paulo.
Fatima
postato da atima alle aprile 16, 2007 22:08 commenti (12)


Ettore Petrolini
Tutto sbagliato,tutto un mondo da rifare... per esempio,dicono orologio... ma orologio quando è d'oro ma quando è d'argento,argentologio,e quando è di nichel,nichelologio.
Tutto sbagliato,tutto un mondo da rifare... per esempio,quando sono io miope ma quando è lui,luipe, e quando sono loro lorope...Ti à piaciato,eh?
postato da atima alle aprile 16, 2007 16:31 commenti (1)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosí non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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