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All’inizio dell’immigrazioni gli italiani arrivavano senza niente,senza lavoro,senza soldi, com la speranza di farsi una vita, “di fare l’America”.
In principio era molto duro ma poco a poco sono riusciti ad avere le loro proprie case mantenendo la propria architettura di origine, come si possono trovare molte case di stile veneto nella regione SUD, p. e. a Caxias do Sul.
 
In questa regione si trova pure la maggior produzione di vino, essendoci anche la festa tipica all’epoca della vendemmia.
Fino ad oggi si trovano delle coperative agricole per vendita di prodotti tipici come il vino, il pane, la pasta, salumi e formaggi, dove funzionano pure dei ristoranti tipici,cosi come pure nei grandi centri si trovano molti ristoranti italiani di alto livello.
Dovuto a problemi burocratici all’inizio dell’immigrazioni molti nomi sono stati scritto sbagliati recando un grande problema per tutti i discendenti che fino oggi non sanno il nome esatto e neanche il luogo di nascita dei loro ascendenti.A causa della fonetica i nomi sono stati registrati in modo sbagliato difficoltandone per cosi l’ottenimento della cittadinanza italiana.In SUD America il tempo medio è di 8 (otto) anni.
Nella lingua, l’immigrazioni italiana ha lasciato pure la sua influenza come p.e. la parola CIAO diventando ormai uma espressione abituale cambiando solamente l’ortografia in TCHAU.
Altri vocabolari o espressioni si sono propagati come “San Gennaro”, “mamma mia”, e poi tutte le parole della gastronomia, la pizza, spaghetti, gnocchi, la polenta, la colomba pasquale, il pannetone, la polpetta, la focaccia, ecc.
Il modo migliore che gli immigrati trovano per riunirsi era tramite un centro sportivo e cosi fondarono la Palestra Italia che oggi è la squadra Sociedade Esportiva Palmeiras e anche le scuole italiane dove veniva pure usato il libro “Cuore” di de Amicis.
Senz’altro questi lontani emmigrati oggi hanno trovato uma vita migliore e ormai integrata nella cultura brasiliana.
postato da atima alle maggio 31, 2007 16:04 commenti (8)

30 maggio
GIORNATA INTERNAZIONALE DEL MAESTRO ELEMENTARE.
Un grazie al mio maestro e alle mie maestre di Italia.
Fatima.
postato da atima alle maggio 30, 2007 16:59 commenti (1)

LA GRANDA CUSINA(poesia di Silvio Domini)
"La granda cusina la sà de sbrovada
de i stissi che fuma la xe luminada;
pa la barconela che varda in contrada
se vede che casca 'na roba
'ngiazada.
Doman xe Nadal!
Da un sterp de zanevra pindula do
pomi,
e soto sta rama i pute, boni,boni
i varda so pare picar contentoni, tre datui, carobule e quattro
bomboni.
Doman xe Nadal!
La bora de fora la suffia zidina,
ma al nono sfurigia cu'na bachetina
le bronze e domila falis'cie sbusina
più bele de stele in 'sta vecia cusina
Doman xe Nadal!"
faccio una breve traduzione:
titolo: LA GRANDE CUCINA
"la grande cucina odora di rape (la sbrovada è una verdura cotta che si mangia in inverno)
è illuminata dagli stizzoni che bruciano nel caminetto;
per la piccola finestrella che guarda verso la via
si vede cadere piccole gocce ghiacciate.
Domani è Natale!
Da un ramo di ginepro pendono due mele
e sotto questo ramo i bambini, buoni,buoni
guardano, contenti, il padre che appende tre datteri, carrube e quattro caramelle.
Domani è Natale!
La bora (tipico vento del Friuli) fuori soffia pungente
ma il nonno con un rametto ravviva le braci nel caminetto e si formano duemila scintille
più belle di stelle in questa vecchia cucina.
Domani è Natale!"
saluti a tutti
mamma di Davide
postato da atima alle maggio 27, 2007 09:06 commenti (9)

Cara Francesca, a parte il fatto che qui ora siamo in autunno, con delle giornate fredde, per tutto il resto il mese di maggio è più o meno uguale alle tradizioni italiane.
Anche se non siamo in primavera, le rose fioriscono ugualmente, così come per tutto l'anno. Ho nel mio giardino delle orchidee bellissime che donano tanto colore come si può vedere dalla foto che ho fatto dei miei fiori.


Quest'anno è stato un maggio-mese marianno- speciale qui da noi con la visita del papa che oltre ad una serie d'impegni vari ha anche visitato la Basilica di Aparecida, la Madonna Patrona del Brasile, dove ha pregato una messa proprio nella giornata delle mamme.

Anche qui il maggio è il mese delle spose, dove la ricerca per le cerimonie è grande durante questo mese.
Cara Francesca, ti riingrazio per farmi sapere come le tradizioni siano simili in molte occasioni tra Brasile e L'Italia.
Fatima
postato da atima alle maggio 24, 2007 11:39 commenti (12)

Carissima Fatima,
siamo riuniti davanti al proiettore
che ci fa vedere dal computer la tua lettera su Luisascuola,
mentre parliamo di te e degli emigrati italiani in Brasile!
Un caro saluto a tutti, in particolare alla tua famiglia e a William.
Prof. Maria Luisa e la Terza B.
postato da icfarrari alle maggio 24, 2007 07:48 commenti (2)


MAGGIO .....
Maggio è, in Italia, per eccellenza il Mese delle Rose : proprio in questo periodo tutte le varietà possibili di questo fiore esplodono in tutto il loro splendore di colori e fragranze profumate !
Però è anche, per tradizione, il Mese delle Spose : celebrare le proprie Nozze a Maggio, col ritorno della bella stagione, è un invito alla Vita ed alla Fecondità .....
A Spose e Damigelle vengono regalati bouquet di Rose e roselline bianche o dai tenui colori ed i paggetti, mentre percorrono la navata della Chiesa, spargono sul tappeto centrale, tantissimi petali di questo fiore come augurio di prosperità e fecondità nell'unione che sta per compiersi .....
Chi, inoltre, ha la fortuna di avere delle rose rosse carnose e profumate, nel proprio giardino, ed è sicura di come sono state coltivate al naturale ( senza l'aiuto nè di pesticidi o diserbanti chimici....), si affretta a preparare la fantastica e buonissima " RATAFIA' di ROSE ", un delicato liquore da dessert da offrire agli ospiti sia con i pasticcini che col gelato annegato nello stesso .....
Se qualcuno volesse l'antica ricetta del su citato Liquore, me lo faccia sapere e l'accontenterò volentieri !
E, per finire in bellezza, questo è il Mese dedicato alla Madonna : infatti si chiama anche " Mese Mariano " ed i bambini, che frequentano il Catechismo per prepararsi alla Prima Comunione, cercano di dedicarle, per ogni giorno del mese, un " Fioretto " ( penitenza o rinuncia a qualcosa che piace molto come gelato, dolce, pizza, andare a vedere un film, che da tanto si aspettava, ecc.ecc.ecc......); le si dedicano novene e rosari serali in famiglia; insomma viene onorata in modo particolare e più che negli altri mesi dell'anno !
Non per nulla, nel Mese Mariano, ricorre anche la ormai notissima ed amata " Festa della Mamma ", nella seconda Domenica di Maggio .....
Quante tradizioni in questo bellissimo Mese dell'anno, il quinto per la precisione ed in Brasile, come si festeggia ?
In attesa di sapere questo da Fatima, l'abbraccio e la saluto affettuosamente, sempre all'insegna dell' Energia più Positiva ed in Amicizia..............Francesca
postato da MammaChioccia alle maggio 23, 2007 17:59 commenti (1)

Tutta l'opera
del Caravaggio:
una mostra impossibile
postato da atima alle maggio 20, 2007 21:05 commenti (7)

Maggio dei monumenti a Napoli
2 maggio 2007 - 27 maggio 2007
Napoli, riapre dopo 25 anni il cimitero delle Fontanelle
postato da atima alle maggio 20, 2007 21:03 commenti (3)


UNO SPENSIERATO WEEEK-END A TUTTI VOI
CON QUESTA MIA POESIA .....
UN ABBRACCIO, FATIMA .....FRANCESCA
postato da MammaChioccia alle maggio 19, 2007 11:31 commenti (7)

I Ricordi
Sbrèndui del cór
ciaróri che se 'npia ogni tant
ta la note del ieri
e lumina speranze perse.
Scale roverse.
Mi go come ti tante
storie ta la testa
de scrivar par chi che resta
.................................................
sul sabion par de la riva.
Poesia di Silvio Domini -del libro che mia amica e maestra Maria Pia mi è regalato.
Cari amici di tutta L' Italia, vi auguro un Felice fine settimana!
Un speciale saluto a regione di Friuli Venezia Giulia ! dove sono andata a gennaio, ma già sento "saudades" di tutti i miei amici che ci abitano.
Fatima
postato da atima alle maggio 19, 2007 10:06 commenti (6)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosí non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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