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Vivere nei ricordi...mi piace sentire questa nostalgia gioiosa guardando delle mie foto di Italia. Non sono così tante poi non faccio come i giapponesi che scatano le foto dappertutto eh, eh... solo di un luogo davvero speciale, che mi tocca il cuore.
Buonanotte.
postato da atima alle agosto 29, 2007 19:04 commenti (12)

Ciao amici dall'Italia, vi auguro una buona settimana.
Venite a fare una passeggiata con me...
http://www.sampaonline.com.br/postais/
Baci. Fatima
postato da atima alle agosto 27, 2007 11:39 commenti (6)


Cari amici, la traduzione di questa bella poesia di Flora Figueiredo, mi è stata regalata dalla mia amica Kika. L'onore è tutto mio Kika. Grazie. Fatima
postato da atima alle agosto 23, 2007 21:28 commenti (7)

postato da atima alle agosto 19, 2007 18:14 commenti (15)



Manica di un costume sardo del sassarese.

Foto di Perugia, che unisce il centro storico all'università, si chiama via appia, ma i perugini lo chiamano l'acquedotto, molto probabilmente x era già in tempi etruschi un acquedotto che da monte tezio, portava l'acqua alla parte alta della città, e si collegava al pozzo etrusco adiacente alla piazza centale, e dal'200 portava l'acqua alla fontana maggiore dei fratelli pisani, inoltre lungo la scalinata, c'è una postella , una specie di porticina di epoca etrusca che fà accedere ad un cunicolo oggi ,ma allora passaggio delle acque, e il cunicolo termina fin sotto la fontana maggiore, oggi qualche volta visitabile con spereologi. Da Marcella.

Buona domenica a tutta L'Italia.
postato da atima alle agosto 18, 2007 20:10 commenti (15)

postato da atima alle agosto 16, 2007 20:26 commenti (10)


il 13/08/2007
Addiu du Fantin
Cogorno (GE)
postato da atima alle agosto 12, 2007 21:26 commenti (15)

Oggi In Brasile,
Festa del Papà
Un bacione al mio papà Miguel che è ancora il mio punto di riferimento e la mia guida.
Un auguri a tutti i papà italiani.
Buona domenica.
postato da atima alle agosto 12, 2007 10:15 commenti (9)

"Arroz com feijão"- Riso i fagioli
In Brasile non possono mai mancare riso i fagioli a tavola. È il cibo di tutti i giorni; certamente va completato con della carne, del pollo, del pesce e una insalatina.
A parte il fatto che usiamo i fagioli neri (“preto”) per la “feijoada" abbiamo diversi tipi di fagioli: “ preto”, “branco”, “jalo”, “carioquinha”, “roxinho”, “rosinha”, ecc. , a Rio de Janeiro usano soltanto i fagioli neri.
Fagioli
.250 gr di fagioli – lasciate in ammolo durante la notte,
.1 cipolla trittata,
.2 spicchi di aglio pestati,
.1 foglia di alloro,
. 2 o 3 cucchiai di oglio di semi o altro.
Modo di fare
Cucinare i fagioli nella pentola a pressione per circa 30 minuti, con il doppio di acqua e una foglia di alloro. Soffrigere in una pentola a parte la cipolla, l’aglio e l’oglio, appena biondi. Poi aggiungere i fagioli assieme al brodo al soffritto e mescolare a fuoco basso per ingrassare; aggingere sale a piacere.
RISO
.3 tazze di riso,
.½ tazza d'olio,
.1 cipolla tagliata a pezzettini,
.3 spicchi d'aglio schiacciati,
.1 litro d' acqua bollente.
Modo di fare
Lavare il riso e metterlo da parte. In una pentola media, riscaldare l' olio e lasciar friggere un po' cipolla, aglio. Dopo aver raggiunto la doratura unire il riso e friggere ancora per qualche secondo, continuando a mescolare per non lasciar bruciare. Aggiungere sale e acqua bollente e lasciar cuocere per 20 minuti circa, fino a quando il riso sia più sciolto e l'acqua completamente evaporata. Il punto di cottura non è come quello del risotto: il tutto deve essere più asciutto. Mescolare e servire caldo.
postato da atima alle agosto 11, 2007 15:02 commenti (13)

Cuore, cuore
spesso è sinonimo di amore,
si indica con due linee curve opposte,
che racchiudono uno spazio vuoto.
Questo è quello che i nostri occhi
ci mostrano guardando il foglio
ove questo è raffigurato.
Invece la parola cuore
ha mille significati,
ha mille frecce,
che partono da lui
è sono capaci di arrivare ovunque,
in qualsiasi posto
sotto mille aspetti
tutti differenti fra loro.
Il cuore è il punto nevralgico del nostro corpo,
colui che ci permette di vivere,
colui che ci trasmette sensazioni,
paure,
è il motore del nostro organismo,
tutto dipende da lui;
basterebbe soltanto che decidesse di non battere più,
di fermarsi,
e saremmo perduti,
cesseremmo di vivere;
ma che importa....
l'essenziale è sapere
di essere stati in grado di accettare il nostro cuore
sotto tutti i suoi aspetti.
postato da GretaR alle agosto 10, 2007 17:38 commenti (4)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosí non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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