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30/12/2007

HNY1Multi.gif Happy New Year image by cc2742

 

Felice 2008!

Un grande abbraccio.

Fatima



postato da atima alle dicembre 30, 2007 08:59 commenti (18)

24/12/2007

BUON NATALE

DA LUISASCUOLA!

Maria Luisa.



postato da icfarrari alle dicembre 24, 2007 15:21 commenti (6)

16/12/2007

I luoghi comuni del mio paese

 

Allegri, scherzosi, irreverenti. I brasiliani hanno un suo modo singolare per affrontare la vita.

Siamo brasiliani, grazie!

 

...questa è la ragione della simpatia, della forza e della nostra allegria. Vivo in un paese tropicale, benedetto da Dio e bello per propria natura...”, dice la canzone di Jorge Ben Jor. Soltanto queste poche parole basterebbero per spiegare un po’ l’anima del popolo brasiliano e descrivere i suoi sentimenti per la patria e per se stesso.

In genere è visto come affetuoso, spontaneo, cordiale, autentico, allegro, generoso e amante delle feste, il brasiliano porta con se il gene di diverse culture ed etnie. Bianchi, negri, indigeni e orientali ci danno il colore della nostra pelle, dei nostri capelli e del nostro umore. Si possono trovare delle mulatte con gli occhi azzurri, bionde con capelli afro e giaponesi dalla pelle bruna. Sono delle mescolanze uniche che quì si trovano. A parte ciò, la nostra gente ha una allegria incomune , che anche di fronte a tanta avversità, irrompe in risa , gioia e con molta voglia di ballare.

 

*Ziriguidum, Balacobaco, Telecoteco e Borogodó ...

 

*Espressioni usate per esprimere gioia, allegria , divertimento e usate per ballare il samba.

 

Sia nelle feste culturali o tradizionali, da Nord a Sud siamo amanti delle feste , si. E anche a chi non piace feste rumorose finisce con l’arrendersi agli incanti brasiliani, ai colori delle spiagge, al verde delle foreste, infine alle belezze naturali e culturali del modo di essere dei brasiliani.

 

 

 

Samba

 

 

Cari amici d’Italia,cari amici di Splinder,

 

In questo modo vi saluto e auguro Buone Feste a tutti  coloro che visitano il mio blog, sperando di ritrovarci nuovamente nel prossimo anno con dei bei post del mio paese.

Non sarò cosi assídua prossimamente, dato che l’anno scolastico è finito e siamo in vacanze estive.

cartophoto.jpg picture by WTamberg

 

Buon Natale e Buon Capodanno.

Fatima

 

 

 

 

 

 

 

 



postato da atima alle dicembre 16, 2007 08:27 commenti (34)

15/12/2007

Cento di questi giorni,

Oscar Niemayer ha compiuto 100 anni!!

 

 Tra100 geni Oscar Niemayer é il 9º del pianeta.

   

http://diversao.uol.com.br/niemeyer/

http://www.fernando.arq.br/niemeyer-i.htm

http://www.architectour.net/architetti/scheda_arc.php?id_arc=35



postato da atima alle dicembre 15, 2007 23:08 commenti (3)

10/12/2007

São Paulo è pronta per le feste natalizie.

Natal.jpg picture by WTamberg



postato da atima alle dicembre 10, 2007 21:57 commenti (24)

Ogni giorno è un alba.

alba
Apro gli occhi ed è già l'alba,
fermo nel letto a guardare il soffitto,
penso alla vita che passa davanti a me
che giorno dopo giorno sfoglio
le pagine del calendario e con loro
anche le rughe del tempo che passa.
 
Ogni giorno è un alba,
 
ed il mio pensiero molto spesso
va ai popoli di questa terra dove non c'è
pace e diritti umani.
Il mondo continua la sua rincorsa verso
una sempre più inevitabile
Apocalisse, illudendoci, (ottimisti in testa),
che il domani sarà migliore, mostrando i muscoli
a popolazioni indifese e affamate, in nome
della giustizia e della sicurezza.

Ed il mondo, ormai senza memoria poichè
senza ideali, si illude che la soluzione a
tutti i mali sarà la cattura del nemico.
 
Però continuo a pensare che l'unica vittoria
sulla guerra e l'odio, sia la pace.
 
Apro gli occhi, ed è trascorsa una notte,
mi stiracchio, e ancora un po' stordito
da questo laconico risveglio,
e anche se questo mio pensiero può fare
soltanto una piccola goccia nel mare
può darsi che sia proprio questo a dare
un significato alla mia esistenza
dalla parte dei giusti.


                                        pulvigiu.


postato da pulvigiu alle dicembre 10, 2007 07:08 commenti (9)

07/12/2007

Scacciata alla catanese ( si usa mangiarla la sera della vigília di Natale)
 
 
INGREDIENTI:      
 
-         1 Kg di pasta da pane già lievitata
-         100 Gr. di caciocavallo ( o “tuma” dell’Etna, cioè il pecorino fresco, non stagionato)
-         100 Gr. di filetti di accuga
-         100 Gr. di prosciutto cotto
-         Olive nere snocciolate a piacere
-         1 cipolla
-         3 pomodori maturi
-         200 Gr. di spinaci freschi
-         Sale, pepe, olio.
 
PREPARAZIONE:
 
Dividi in due parti eguali la pasta, formando due dischi dello spessore di un dito. Mettine uno in una grande tortiera, rialzandolo lateralmente attorno ai bordi del recipiente, e disponici sopra gli spinaci lavati e asciugati,il caciocavallo tagliato a fettine,i filetti di acciuga,il prosciuto a listarelle,le olive tagliate a filetti,una cipolla
affettata e i pomodori tagliati a filetti.Poi devi salare,pepare,condire con olio d’oliva e coprire con il secondo disco di pasta,saldando bene i bordi della scacciata.Buca la superficie con una forchetta e cospargila con un giro di olio d’oliva.Metti la scacciata in forno a 180º C e cuocila per 40 minuti circa.
Per farla ammorbidire,appena sfornata coprila con un telo da cucina e lasciata coperta il tempo necessario a diventare tiepida.
 
Buon appetito!
 


postato da atima alle dicembre 07, 2007 18:24 commenti (11)

01/12/2007

Di Cecília Meireles

Pietre di Firenze

O pietre di Firenze,
dove i giorni sono miti
come colombi dormienti,
e le voci si dissolvono
dolcemente arcaiche…

Viva è sempre la memoria
dei poeti, fra statue,
e nell’ombra dei ponti,
vi è cenere di incontri…

O pietre di Firenze
che il tempo eternamente
avvolge, leviga, consuma,
torri, logge, facciate…

E non parlo delle pietre
dove i vivi passano veloci,
né dei muri perfetti
dove i profili risvegliano
la loro eternità.

Parlo delle semplici pietre
dei freddi cimiteri,
quei marmorei libri
dalle pagine così levigate,

di quelle lettere di addio,
di eloquente nostalgia,
tanto commossa e tenera
gentilezza delle lacrime.

O pietre di Firenze,
mani di giglio posate
sull’orizzonte del mondo,
vicino alla spiaggia delle anime

Cecília Meireles (1901- 1964), nata e morta a Rio de Janeiro, dopo aver vissuto in diversi paesi europei e di altri continenti, è considerata la più grande poetessa brasiliana del Ventesimo secolo.

http://www.releituras.com/cmeireles_bio.asp

BOM FINAL DE SEMANA, ITALIA!!!

 



postato da atima alle dicembre 01, 2007 08:30 commenti (19)



plumes
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BRASITALIA

Feste,
costumi,
tradizioni,
culture

Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.




Imparo l'italiano con:

broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide

Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.

Luigi Pirandello

Day by Day

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno

Canzoniere
Francesco Petrarca



Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di
Laura

Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue.
Nessuno le guardava e le amava come lui.
Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui.
Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole
per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.

"Marcovaldo"

Italo Calvino.

Odio
«“Bello, principe, bello!
Cose cosí non se ne fanno piú adesso,
al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui,
i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente,
insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario.
/ Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava;
era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi,
alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi;
si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire,
se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano,
alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente,
d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva:
era un ospite, era il padre della cara Angelica.
Era forse un infelice come gli altri»

"Il gattopardo"

Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade

Ascolto

Serenata


Haydn

Buona notte, cor mio.
Tu forse in grembo a morbidette piume
sciogli le membra in dilettoso oblio;
ed io qui, lasso, in lacrimoso fiume
stemprato il cor e l'anima t'invio
Buona notte,cor mio.

Serenata (in Vezzi d'Erato)
Leonardo Quirini

Jorge Amado
Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia,
giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare.
E quando sono incominciate, non c'è niente che le faccia fermare,
si estendono, si sviluppano come una merce a buon mercato
e di largo consumo.
L'allegria, invece, compare mio, è una pianta capricciosa,
difficile da coltivare, che la poca ombra,
che dura poco e che richiede cure costanti e
terreno concimato, né secco né umido,
né esposto ai venti, insomma una coltivazione
che viene a costar cara, adatta a quelli che son ricchi,
pieni di soldi. L'allegria va conservata nello champagne;
mentre la cachaça tuttalpiú consola delle disgrazie,
quando consola.
La disgrazia è una pianta dal legno resistente; a ficcarne un germoglio nella terra,
non c'è bisogno di occuparsene,
cresce da sola, frondeggia ne son piene le strade.
Nel cortile dei poveri, poi, amico mio,
la disgrazia nasce in quantità, non si vede altra pianta.
Se un tizio non ha la pelle indurita e la schiena incallita con calli di dentro e di fuori,
è inutile che ricorra agli encantados, non c'è ebó che tenga.
E le dico un'altra cosa, mio bel signore, non per darmi delle arie
né per lodare a tutti i costi i poveri diavoli,
ma percbé è la pura verità:
non c'è che il popolino che abbia razza e coraggio sufficienti a far fronte a tante disgrazie e
continuare a vivere lo stesso.
E adesso che ho parlato e nessuno mi ha contraddetto,
sarò io a domandare: perché le interessa, fratellino,
di conoscere le disavventure di Teresa Batista?
Forse che lei può metter rimedio alle vicende passate?

-"Teresa Batista stanca di guerra."

Poesia
Vec' morar
Go storonzà al me morar,
des che 'l xe senza fòia,
e go vist ta 'l so tronc
zondri fondi e spaurosi.
Chissà se diman
al varà vòia
e forza 'ncora
de butar fora?
Ta la sera del vivar
no se xe mai sicuri
de védar primavera.
Ma se spera... se spera!

Silvio Domini

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«L'esperimento è compiuto
la scienza è incapace di ripopolare il deserto cielo,
di rendere la felicità alle anime
in cui ella ha distrutto l'ingenua pace...
Non vogliamo più la verità. Dateci il sogno.
Riposo non avremo, se non nelle ombre dell 'ignoto».
D'Annunzio

«La scienza ha perfezionato, oltre ogni aspettativa,
la tecnica, ma non ha saputo,
né saprà mai liberare gli uomini
dal dolore e dalla morte,
e solo ha tolto le illusioni della fede,
che lo compensavano del male del vivere,
dell'atrocità del morire».
Giovanni Pascoli

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