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Le "marchinhas"- típica musica di carnevale
Ci sono tanti eventi nel periodo di carnevale , inclusive varie concorsi per scegliere la migliore "marchinha" del carnevale, le fantasie di lusso , i concorsi dei migliori blocchi (gruppo di persone che abitano nello stesso quartiere) che sfilano per le strade e tanti altri.
Le marchinhas del carnevale sono principalmente per i balli di sala. A primeira marchinha è stata composta em 1899 chiamata "Ó abre alas" di Chiquinha Gonzaga.
postato da atima alle gennaio 31, 2008 21:43 commenti (13)

Samba enredo da MANGUEIRA 2008

Ao som de clarins
Descendo a ladeira
Sou Mangueira
Tem frevo no samba
Deu nó na madeira
Orgulho da cultura brasileira
A majestade é o povo,
Sem o povo história não há
Estende o brasão, reflete o leão,
Símbolo de garra e união
Capoeira invade os salões
Mascarados, despertam Dragões
E pelas ruas, vem Zé Pereira,
Arrastando a multidão
Nascia o frevo contagiando toda a massa
E até hoje tem colombina e seus amores
Passo no bloco das flores
O profano é sagrado no maracatu
Nos cem anos de história, desperto a alvorada
Brincando no Galo da Madrugada
Invade a cabeça, o corpo, embala os pés
Delírio da massa, um fervo!
É a Mangueira no passo do frevo
Voltei de sombrinha na mão
Sonhando em gritar é campeã.
Mandou me chamar, eu vou
Prá Recife festejar
Alegria no olhar eu vejo
É frevo, é frevo, é frevo!
Compositores: Lequinho, Jr. Fionda, Francisco do Pagode, Silvão e Aníbal
postato da atima alle gennaio 26, 2008 20:03 commenti (10)

Cari amici di Brasitalia vi invito a guardare in questo blog che vi segnalo sotto, com'è stata bella la mia giornata del scorso mercoledì:
http://maestraleila.splinder.com/
Grazie a tutta la classe terzaD e alla mia amica e maestra Leila.
Fatima
postato da atima alle gennaio 20, 2008 11:47 commenti (9)

Carissimi cantare è un buon esercizio per imparare il portoghese!!!
Samba enredo do SALGUEIRO

E deixa o sol bronzear
No calor do meu Salgueiro
Eu sou raiz desse chão
E canto a minha emoção
Salve o Rio de Janeiro
Canta meu Salgueiro!
Um “Rio de Amor” vai desaguar
Meus versos vêm no “Tom” da poesia
Da beleza que irradia
E fez o lusitano se encantar
Paraíso de riquezas naturais
Coração do meu país
Seduzindo a nobreza
Terra de gente feliz
Chega a Família Real
Dando um charme especial
O porto agita a Praça Mauá
Onde a semente do samba se fez brotar
Eu sou o Rei da Boemia
Carioca, sou da Lapa, patrimônio cultural
E me banhei de alegria, tiro onda, dou meu jeito
Minha vida é um carnaval
Divina obra-prima pra se admirar
Entre morros e ladeiras
A brisa embala as ondas do mar
Essa gente tão cheia de graça
O turista que leva saudade
E o Redentor abençoando
Maravilhosa cidade
O suburbano improvisando muito bem
Vai batucando na lotada ou no trem
Autor(es): Dudu Botelho, Marcelo Motta, Josemar Manfredini, João Conga e Luiz Pião
Intérprete: Quinho
postato da atima alle gennaio 19, 2008 12:10 commenti (6)

Grazie a carissima GIRGETTA che mi ha regalato questo allegro template.
Un bacio Girgetta.
Fatima
postato da atima alle gennaio 13, 2008 19:11 commenti (29)


Bom dia a tutti... guardate alla vostra sinistra "imparando il portoghese con Fatima".
postato da atima alle gennaio 09, 2008 13:13 commenti (22)

Con così tante miglia di costa marittima, è
perfettamente naturale che gli omaggi per Capodanno
vengano fatti alla dea del mare, ossia "Iemanjá".
Questa dea, di origine africana, portata qui dagli
schiavi nel 1800, viene ricordata e amata tuttora,
assieme ad altre divinità africane.
Iemanjá è una donna vanitosa, e perciò riceve dei
regali che le possano far piacere, come fiori,
candele, collane, pettini, specchi e profumi. Tutti
questi doni sono gettati in mare e soprattutto a
Bahia, dove la cultura africana è più forte, sono pure
portati in barca per essere gettati in alto mare.
Sulla riva invece, si accendono delle candele per fare
i desideri di Capodanno e si gettano dei fiori in
mare, soprattutto delle rose.


LE SETTE ONDE - C'è pure la superstizione di
saltare sette onde sulla riva a mezzanotte di
Capodanno, facendo un desiderio per ogni salto, cioè
ogni onda, per poter così avere tutti i desideri
avverati. E come è possibile non averli realizzati con
tutti questi riti?
un abbraccio,
Gabriella
postato da atima alle gennaio 08, 2008 08:44 commenti (11)


Cliccate quì:
http://www.rio.rj.gov.br/riotur/en/guia/?Canal=318

postato da atima alle gennaio 05, 2008 19:53 commenti (9)


São Paulo

Rio de Janeiro
Feliz 2008!!
Fatima
postato da atima alle gennaio 01, 2008 09:22 commenti (22)

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BRASITALIA
Feste,
costumi,
tradizioni,
culture
Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.
Imparo l'italiano con:
broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide
Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.
Luigi Pirandello
Day by Day
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'Ă nno
Canzoniere
Francesco Petrarca
Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietĂ di Laura
Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue. Nessuno le guardava e le amava come lui. Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui. Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.
"Marcovaldo"
Italo Calvino.
Odio
«“Bello, principe, bello! Cose cosà non se ne fanno piú adesso, al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedà ra si era posto vicino a lui, i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente, insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario. / Don Fabrizio, ad un tratto, sentà che lo odiava; era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi, alla loro tenace avarizia e aviditĂ che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi; si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità , al loro no esser riusciti a fiorire, se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano, alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente, d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva: era un ospite, era il padre della cara Angelica. Era forse un infelice come gli altri»
"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Leggo
CecĂlia Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
VinĂcius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade
Ascolto
Serenata Haydn
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