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23/03/2008

pasticceria.jpg

Pasticceria di Messina...
agnellor.jpg
Agnello Pasquale dolce Messinese della festività Pasquale.

AGNELLO REALE
Descrizione:
Questo vero e proprio capolavoro, diventa il simbolo della Pasqua in Sicilia. Esecuzione di rara bellezza, riesce a coniugare arte e bontà. Realizzato artigianalmente con pasta reale di mandorle siciliane e ripieno di torrone gianduja o torrone candito.

Ci invia Tumbergia.

Grazie amica.



postato da atima alle marzo 23, 2008 17:58 commenti (20)

21/03/2008

Carissima Fatima,
i miei bambini sono rimasti molto colpiti che da un loro gesto di affetto per te,
abbiano fatto felici tante persone. Avrebbero voluto risponderti l'ultimo giorno di scuola,
ma sfortunatamente ci sono stati variazioni di programma inaspettati.
Intanto ti ringrazio io a loro nome.

Carissima, grazie di tutto! Buona Pasqua a te,
a tutta la tua famiglia e a tutti gli amici del tuo blog!
colomba

Un abbraccio. leila



postato da leilamore alle marzo 21, 2008 19:40 commenti (19)

09/03/2008

Cari amici di BRASITALIA, questa settimana, il 11 marzo il blog compierà due anni.

Amici, il post è lungo, i commenti è la sotto...

Siete tutti invitati a partecipare alla grande festa  dialettale.

Vi ringrazio per aver accolto questo invito.

A tutti BUONA FESTA!!!

Fatima

Il Brasile è un paese con 200 lingue, essendo 188 d'origine indigena e 12 di origine straniera.

No, non parliamo il "brasiliano" ma si il portoghese. 

Ma al fine del 19° secolo a São Paulo...

"Pienamente giustificata era quindi l'impressione di "città italiana" lasciata per moltissimi anni dalla capitale paulista ai visitatori. Soprattutto in alcuni quartieri del centro, tale era palpabile e prendeva corpo attraverso le insegne dei negozi, i nomi delle strade, le devozioni religiose, l'abbigliamento, le costruzioni e IL VOCIARE confuso nelle vie dove L'IDIOMA DI DANTE e I VARI DIALETTI RISUONAVANO PIÚ CHE IL PORTOGHESE e inducevano anche i nativi a farli propri."

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"Il Rio Grande do Sul è lo stato brasiliano in cui sono apparsi sostanzialmente tutti i romanzi scritti da immigranti, quasi SEMPRE STILATI IN DIALETTO VENETO. Il più famoso comparve a puntate su un giornale etnico della regione tra il 1924 e il 1925.Si intitolava VITA e STORIA de NANETTO PIPETTA NASSUO in ITALIA e VEGNUDO in MERICA per CATARE la CUCAGNA e l'autore era un cappuccino di Caxias do Sul, figlio di immigrati."

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A São Paulo, potete visitare il Museo della lingua portoghese.

http://pt.wikipedia.org/wiki/Museu_da_L%C3%ADngua_Portuguesa

 

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dialebr.gif

I dialetti brasiliani

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 Il Padre Nostro in tupi guarani,

ORÉ R-UB

Oré r-ub, ybak-y-pe t-ekó-ar,
I moeté-pyr-amo nde r-era t'o-îkó.
T'o-ur nde “Reino”!
Tó-nhe-monhang nde r-emi-motara
yby-pe
Ybak-y-pe i nhe-monhanga îabé!
Oré r-emi-'u, 'ara-îabi'õ-nduara,
e-î-me'eng kori orébe.
Nde nhyrõ oré angaîpaba r-esé orébe,
oré r-erekó-memûã-sara supé
oré nhyrõ îabé.
Oré mo'ar-ukar umen îepe tentação pupé,
oré pysyrõ-te îepé mba'e-a'iba suí. Amen

Padre Antônio de Araújo, 1618

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Tante belle cose in questi due anni... vi racconto poco a poco.

 

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Ecco, arrivano i miei primi invitati,BENVENUTI.

 COVE SVODE
Vèci nidi de cheche,
che anca in marz se li vede
lassù in alt su le ponte;
i xe come i pinsieri
no sparidi de ieri.
Cove
svode
de speranze sgorlade.
QUESTA POESIA E' DI SILVIO DOMINI (che tu hai conosciuto nel libro) Faccio una breve traduzione:
Vecchi nidi di gazze ladre,
che anche in marzo si vedono
lassù in alto sulle cime;
sono come i pensieri
ancora vivi di ieri.
Nidi vuoti
di speranze volate via.
ANCORA TANTI AUGURI x IL TUO BELLISSIMO BLOG!
Davide e mamma

Tante belle cose in questi due anni...

Grazie a Davide e alla sua mamma sempre presente nel blog, li ho conosciuti tramite il blog della maestra Maria Pia di Fogliano Redipuglia, lui mi invia delle foto con sua fantasia di carnevale, di quando sta sciando con sua slitta ( Davide, ma io so farei scivolare), dei messaggini di voce

insieme alla sua classe e del suo criceto. E lo so che è bravissimo a scuola. Grazie.

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Che gioielli che ci porta l'amica Tumbergia,BENVENUTA.

E vui durmiti ancora

parole di Giovanni Formisano - Musica di Emanuel Calì (entrambi catanesi)

Si dice che fosse il 1916. Sul fronte della Carnia si fronteggiavano gli austriaci e due reggimenti formati da catanesi. Si sparavano e si ammazzavano. Una sera, splendendo la luna, uno dei nostri prese la sua chitarra e cantò. E mentre cantava, gli spari cessarono. E quando finì di cantare, gli austriaci applaudirono.

          

Video, canta: Il tenore Marcello Giordani.

E VUI DURMITI ANCORA _ Serenata d'amore

Lu suli è già spuntatu di lu mari, E vui bidduzza mia durmiti ancora L'aceddi sunnu stanchi di cantari , Affriddateddi aspettanu ccà fora Supra ssu barcuneddu su pusati E aspettanu quann'è ca v'affacciati, Lassati stari nun durmiti cchiui Ca 'nzemi a iddi dintra sta vanedda Ci sugnu puru iu c'aspettu a vui Ppi viriri ssa facci accussì bedda Passu cca fora tutti li nuttati E aspettu sulu quannu v'affacciatiLi ciuri senza i vui nun vonnu stari Su tutti ccu li testi a pinnuluni Ognunu d'iddi nun voli sbucciari Se prima nun si rapi ssu barconi Intra li buttuneddi su ammucchiati E aspettanu quann'è ca v'affacciati Lassati stari nun durmiti cchiui Ca 'nzemi a iddi dintra sta vanedda Ci sugnu puru iu c'aspettu a vui Ppi viriri ssa facci accussì bedda Passu cca fora tutti li nuttati E aspettu sulu quannu v'affacciati

Traduzione:

E voi dormite ancora _  Serenata d'amore

Già dal mare s'è levato il sole E voi dormite ancora, piccola e bella Gli uccelli sono stanchi di cantare Infreddoliti, aspettano qui fuori Su quel balconcino si son posati E aspettano che voi vi affacciate Basta, non dormite più Perché insieme a loro,  in questa straduccia Ci sono anch'io ad aspettare voi Per vedere questo viso così bello Passo qui fuori tutte le mie notti E aspetto solo che voi vi affacciate I fiori non vogliono stare senza di voi, Tengono tutti il loro capo chino Non ce n'è uno che voglia sbocciare Se prima non si apre quel balcone. Sono nascosti fra i boccioli E aspettano che voi vi affacciate. Basta, non dormite più,  Perché insieme a loro, in questa straduccia Ci sono anch'io ad aspettare voi Per vedere questo viso così bello,  Passo qui fuori tutte le mie notti E aspetto solo che voi vi affacciate

Grazie, Fatima.

Fatima ti rinnovo i complimenti! Hai realizzato un post commovente ed emozionante.
Auguro a tutti gli amici di Brasitalia la buonanotte con una poesia di Nino Martoglio, autore Siciliano dei primi anni del 1900.
Giovanissima ragazza siciliana prova alcune "sensazioni" , e chiede alla propria madre cosa le stia capitando. La madre comprende subito che sono "i sintomi dell'amore"

L'AMURI*

- Mamma, chi veni a diri 'nnamuratu?
- ...Vóldíri... un omu ca si fa l'amuri.
- E amuri chi vóldiri? - ...E' un gran piccatu;
è 'na bugía dí l'omu tradituri!

- Mamma..., 'un è tantu giustu 'ssu dittatu...
ca tradímenti non nn'ha fattu, Turi!
- Turiddu?... E chi ti dissi, 'ssu sfurcatu?
- Mi díssi... ca prí mía muria d'amuri!

- Ah, 'stu birbanti!... E tu, chí ci dicisti?...
- Nenti! ... Lu taliai ccu l'occhi storti...
- E poi?... - Mi nni trasii tutta affruntata!...

- Povira figghia mia! ... Bonu facisti! ...
E... lu cori? - Mi batti forti fortíi...
- Chissu è l'amuri, figghia scialarata!

Nino Martoglio 


  

                  Tante belle cose in questi due anni...

Il mio cuore ha un battito forte cara Tumbergia dopo vedere ed ascoltare questa serenata, tante grazie. Tanti gioielli nascosti li a Sicilia. 

Cari amici, Tumbergia  sta sempre prendendomi in giro chiedendomi se voglio da BERE degli arancini. È che lei sa che un giorno quando eravamo ( io, mio marito e mio figlio) in Sicilia, a Selinunte

ho chiesto degli arancini da bere pensando fossero delle aranciate.  Cose di turisti!! Grazie.

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BENVENUTI

11 MARZO:

BUON COMPLEANNO "BRASITALIA"!!!!

FESTA

 

Carissima Fatima, siamo i bambini di Castiglione delle Stiviere,Mn, Italia

insieme agli auguri per il tuo  blog, vogliamo regalarti qualcosa della nostra terra:

abbiamo scritto e recitato proverbi, filastrocche, conte nei dialetti dei nostri paesi.

ora ti postiamo tre audio, domani, da scuola, ti invieremo gli altri !!!!

GRAZIE FATIMA PER ESSERCI SEMPRE COSI' VICINA!

 

Carissima Fatima,

come promesso eccoci di nuovo a postare, per te, altri proverbi, filastrocche e modi di dire dei nostri paesi. Un grande abbraccio da Castiglione delle Stiviere, Mn.

I bambini della 3° D 

 

 

Dialetto Mantovano


  1. Quand al sul al bat in s'la candela agh sarà 'na brüta primavera

Daniele


traduzione

Quando il sole batte sulla candela ci sarà una brutta primavera



Dialetto Castiglionese, Mn


2Per Santa Losia una ponta de gocia , a nedal un pas de gal , a pasqueta un ureta.

Rebecca

Traduzione

Per Santa Lucia una punta di ago , a natale un passo di gallo , a pasquetta un oretta.



3 La storia de l'è bela ma l'è poca, goi de cuntatela amò?


Traduzione:

La storia dell' oca è bella ma è poca,devo raccontartela ancora?



4Quant che la Madalena la ga el capel,o fa brot o fa belo.


Traduzione:

Quando il monte Maddalena ha il cappello, il tempo è brutto o è bello.



5 Suldà italià,frances,mericani de la prima guerra:piocc,pulecch e piatule n'à quantità infinita,me

gira per la vita,mè lassa mai durmì.


Traduzione:

Soldati italiani,francesi,americani della prima guerra:pidocchi,pulci e piattole ce ne sono tante, mi girano per il corpo, non mi lasciano dormire.

 

FILASTROCCA CASTIGLIONESE

Il primo giorno di Marzo  veniva recitata tre volte dai contadini per iniziare bene i primi lavori in campagna cioè l' aratura e avere fortuna.


Mars crepa tera

de chela bigula sota la tera

de chel ca rabius

de chel l' om envidius

de chela brota stria che tota not la va per via.


Traduzione


Marzo si ara la terra

i lombrichi muovono sotto la terra

di quel cane legato e allora è arrabbiato

di quella brutta strega che tutta la notte va per la via.

Ettore.




PROVERBI VERONESI


1L'osel engurt ghe crepa el gos

traduzione

l' uccello ingordo gli crepa il gozzo


2Se me nono el gavesse avuo le rue sarea sta na cariola.

Traduzione

Se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato una carriola.

3Dopo nadal ogni di en pass de gal

Traduzione

Da natale in poi le giornate si allungano.


(Giorgio)


MODI DI DIRE DIALETTO PIGNATARESE (Na)


1)A' femmena pè l'ommo addeventa pazza:

l'ommo p' à femmena addeventa fesso.

Traduzione

una donna per un uomo diventa, pazza:

un uomo per una donna diventa fesso.


2)Femmene cortulelle fanno figlie a tummulelle.

Traduzione

Donne basse fanno figlie in gran quantità.


3)Aspettare ù panariello du cielo.

Traduzione

Stare fermo ad aspettare che scenda un cesto dal cielo.


(Angelo)

Tante belle cose in questi due anni...

Cari amici, non posso dire altro che sono emozionata, sentire i bambini quando si ama una lingua  è qualcosa di speciale.

L'altro giorno vi ho postato che abbiamo chiaccherato tutti insieme su skipe, e quando li ho chiesto se conoscevi i Pokemon, la classe è venuta "abasso". Che carini!!

Allora la maestra Leila è che mi ha fatto conoscere il mondo blog; un giorno mentre cercavo  su google la parola compito ( che ne avevo apenna imparato) per insegnare l'italiano al mio figlio , ho trovato

"compito della settimana" e certamente  lo ho apertto ed eccomi nel blog della mia amica Leila fino ad oggi. Grazie.

Ed eccomi a ringraziarvi un'altra volta, non mi stanco di sentirvi...stupenda la vostra partecipazione. Grazie.

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Ecco,arriva  il trenino pieno di amici, BENVENUTI!

Auguri Brasitalia!!!

Partecipiamo a questo evento con una poesia dedicata alla nostra terra, "Le Marche"

I piccoli roditori e la maestra Teresa

La Terra nostra

Sta fra l'Abruzzo, l'Umbria e la Toscana,
 verso la menzerìa de lu Stivale
questa vera vellezza nazionale
che jé se dice terra marchigiana.

E'  cara tutta la famija umana
per tante meravije naturale
che culla lo tesoro 'niversale
che veja su la Casa Lauretana.

Quella Casetta do' c'è natu 'n fiore;
la Rosa de li popoli chiamata
Regina de la pace e de l'amore.

E quella terra che jé sta vicino
è comme fosse stata pitturata
co' l'arte de lu fiju suu d' Urbino.

La sogna tanta jente forestiera
e cia' visognu d'esse ristoRata:
ce vò trascorre 'n'epoca veata
per godesse li colli e la riviera.

De su li posti ati, quann'è sera,
figura che scia d'oro reccamata
quanno se vede tutta 'lluminata
comme de lucciolette a primavera.

Allora, pare probbio che te chiama
le creste de li munti Sibillini
per fatte rimirà lu panorama.

E ner silenzio, mentre che jé guardi,
te risenti le note de Russini 
e l'immortale cantu de Leopardi. 

'Ntunì de Tavarrò

Tante belle cose in questi due anni...

Cari amici, questo è  un trenino pieno di bambini vivace.Piccoli roditori, sapete che cosa mi vieni in mente quando scrivo nel vostro bloghino? Quello trenino rosso carino che parte da Tirano sino a St.Moritz. Ma voi siete il  Patrimonio di Brasitalia. Grazie.

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Oggi faccio io degli applausi, BENVENUTI.

BUON COMPLEANNO BRASITALIA!

Uniamo agli AUGURI

questi proverbi sui periodi dell'anno

in dialetto di PONTREMOLI:

SE LA CANDLARA LA FA CIAR
FA CHE MARS I SIA ZENAR.

FARVAR CÜRT CÜRT
I È PAZ CHE UN TURC.

PAR SANT'ANDREA
AL FRED MÜNTA AN CAREA.

SAN ZUMIAN DALLA BARBA BIANCA
S'AN GHÈ LA NEVA POG AG MANCA.

LA BEFANA L'È PICINA
L'È VESTÌ DA CUNTADINA
LA GÀ LA VESTA RICAMÀ
LA BEFANA L'È... ME MÀ!

Maria Luisa e gli alunni di LUISASCUOLA.

Tante belle cose in questi due anni...

Cari amici, avete mai ricevuti degli applausi? Io si...nel scorso anno, il 15 gennaio quando sono arrivata nella Piazza della Repubblica, a Pontremoli, ho sentito degli applausi  e quando ho guardato in fondo c'era tutta la classe e la professoressa Maria Luisa ad aspettarmi, con un cartellone dicendo "benvenuta Fatima, benvenuto brasitalia". Oggi, vi do io i Benvenuti. Grazie

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BENVENUTI.

Carissima Atima, ho raccolto il tuo invito con gioia, e per festeggiare la festa Di Brasitalia insieme a te,
l'11 Marzo compie due anni e anch'io
partecipo con una poesia in vernacolo
della mia terra Napoli
Napule mia
nu¹ poche 'e nustalgia
ogni tanto s'affaccia dint'e penziere
e sentenne nu mutivo antico
ll'uocchie me se 'infonnena¨
e ll'anema se fà scura
pensanno' a te che staie luntana

Napule mia
ma io tò ggiuro che te tengo sempe
dint'ò o core
e quanno m'arricordo ' e te
do mare...do sole 'e ddè canzone
ll'aria sè fa fresca e prufumata
e me pare'e vedè Napule bella.
Traduzione
Napoli ma
un po di nostalgia
ogni tanto si affaccia nei miei pensieri
e ascoltando un motivo antico
i miei occhi piangono
e l'anima si fa scura
pensando a te che sei lontana.

Napoli mia
ma te lo giuro ti ho sempre
dentro al cuore
e quando mi ricordo di te
del mare...del sole e delle canzoni
l'aria diventa fresca e profumata
e mi sembra di vederti
Napoli Bella!

(Dora Forino e Francesco Scogliamiglio)

 Napoli indimenticabile, non c'é uno chi va in Italia e non  la visita. Napoli, sempre nei versi come una donna amata. Grazie

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BENVENUTA

TANTISSIMI AUGURI PER IL TUO BLOG SPLENDIDO !!!!!!!!!!!!!!

Ti mando una poesia in dialetto
dall' Emilia Romagna !!!

L’ ULTIM TO’ SURIS !

Mai più mi a dscurdarò
cl’ ùltim tò bel surìs
ch’ a t’è vanzzà sui làbar :
al gh’éva al culor rosa
d’ na calma sira ad Magg!

( Bruno Pasini )

traduzione :

L’ultimo tuo sorriso !

Mai più dimenticherò
quell’ultimo tuo bel sorriso
che ti è rimasto sulle labbra :
aveva il colore rosa
di una calma sera di Maggio !

Un abbraccio Fatima !!!!!
Franca
 

Grazie Franca, ti piacerà conoscere il mio giardino, tu che stai sempre con dei fiori.

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BENVENUTO

Grazie x avermi invitato a questo speciale evento. Vivissimi auguri x i 2 anni del tuo blog.

LI PUIRIEDDI

“ La morti ti lu purpu è la cipodda “.
nni tici nnu pruvébiu paisanu,
e a nnui ca simu purpi, chjanu chjanu,
cu la cipodda nn’hann’a ccucina’..

La sorti nosscia, pi ci no’ llu sapi,
eti nna sorti amara e sbinturata,
Quannu s’hannu nnittatu lu sirvizziu,
nni ménunu a marina e nnienzi cchjù.
tuttu piccè nui simu alla bbunata
e nno’ ssapimu mètiri e ppisa’.

Nui simu li mappini ti li tritti
ca ‘gni vvota nni fannu lu cumizziu.

Mo’ veni ti nna vanna Donn’Angèlicu
ca nn’ha ppurtari l’arma ‘m Paratisu;
poi veni Don Baffoni tisu tisu,
lu Paratisu an terra nn’ha ffa’ cchja’.

Raffaele Attanasi, Francavilla Fontana, 1978

ILPOPOLO

“ La morte del polpo è la cipolla “.
Recita un proverbio popolare,
e a noi che siamo polpi, pian piano,
con la cipolla ci dovranno cucinare.

Il nostro destino, per chi non lo sapesse,
è un destino amaro e sventurato,
tutto perché noi siamo gente alla buona,
e non sappiamo nè mietere né trebbiare.

Noi siamo straccetti nelle mani dei potenti
che ogni volta ci fanno il comizio.
E allorché han ripulito il servizio
ci scaricano a mare e non se ne parla più.

Or giunge da un canto Don Angelico
che vuol portarci l’anima in Paradiso;
dopo arriva Don Baffone teso teso,
che ci promette il Paradiso in terra.

Traduzione, Giuseppe Cavallo

Caro Beppe, ti chiamo cosi con tenerezza poi hai lo stesso nome del mio nonno materno. Grazie

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BENVENUTA, Meia

Parabéns a você
Parabéns a você
nesta data querida
muitas felicidades
muitos anos de vida

Hoje é dia de festa
cantam as nossas almas
para o menino MatosB
uma salva de palmas.

Tante belle cose in questi due anni...

Squilla il telefono di casa ed il mio cuore batte forte poi sapevo chi era: L'Italia. E Meia, mentre mi sentiva parlando con la radio italiana si ricordava dei bei giorni che ha vissuto in Brasile. Meia, canta:"Você deixou em mim uma saudade"...

Cantiamo a MatosB. Grazie

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BENVENUTO UBALDO

Megghiu picca godiri, ch'assai trivuliari

Chi giova all'omu avaru tantu aviri,
si campa allammicatu pr'acquistari?
chi giuva a chiddu ca non sa godiri
di la so robba, e di li so dinari?
Filici dd'omu sulu avemu a diri,
ca si sà di lu pocu cuntintari;
megghiu godiri picca, e non suffriri,
ch'aviri beni assai, e trivuliari.

Meglio poco godere che assai tribolare

Che giova all'uomo avaro tanto avere
se vive tutto teso ad acquistare?
Che giovano a chi non sa godere
la roba, le ricchezze e perle rare?
Felice l'uomo, sol dobbiamo dire,
che del poco si sa accontentare:
meglio godere poco e non soffrire
che avere molti beni e tribolare.


Buona festa, con poco, ma in letizia

Ubaldo, vieni con me, ti faccio vedere la sala di ballo che è tutta oro: liscio sui cornicioni cincischiato nelle inquadrature delle porte, damaschinato chiaro quasi argenteo su meno chiaro nelle porte stesse  e nelle imposte che chiudono le finestre e le anullano conferendo cosi l'ambiente un significato orgoglioso...tutto fatto da Tomasi di Lampedusa.

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BENVENUTA,FIORE.

Fatima, in Brasile è ancora l'11 marzo e ti porto questa canzone dedicata alla Ghirlandina, il campanile del bellissimo Duomo di Modena. Purtroppo non sono riuscita a trovare l'audio, ma se lo trovo, te lo invierò.

La Ghirlandèina

Cùma t’è bèla, chèra Ghirlandèina,
Te pèr un quel d’insàni, una vision! Bianca, in tla préma lus ed la matèina,
Te pèr un’urazioun.

Rit. Ghirlandèina, véta mia,T’è por bèla, csa t’em piès! Vè che tarr! Che maravia! Ciàpa, to’, ch’at bott un bès!

Bianca, slanzèda, cun la punta al zél
Al campanoun ch’al t’fa totta termer
Guardian piò vigilant e piò fedel
An gh’è dobbi cater.

Dal bianchi balaostri, pò… che vésta!La zitè satta, i mont e al mèr luntan Du fiom lusent, i camp in bèla vésta: La tèra di zemiàn.

TRADUZIONE>/b>

Come sei bella, cara Ghirlandina,
Mi sembri un sogno, una visione!Bianca, nelle prime ore della mattina,
Sembri una preghiera.

Rit. Ghirlandina, vita mia,Sei proprio bella, come mi piaci!Guarda che torre! Che meraviglia!Prendi, to’, che ti butto un bacio!

Bianca slanciata, con la punta al cielo
Il campanone che ti fa tremare tutta
Guardiano più vigilante e più fedele
Senza dubbio non si trova.

Dalle bianche balaustre, poi.. che vista!
La città sotto, i monti e il mare lontano
Due fiumi lucenti, i campi in bella vista:La terra dei geminiani.

um abraço a te Fatima, al Brasile e a tutti gli amici :o)

Carissima amica Fiore, ieri non ho potuto scrivere poi son venuta tardi a postare questo gioiello chiamato

La Ghirlandèina che mi hai inviato. E tu, che sempre chiacchera con me nella chat sai che di sera scrivo un italiano assai sbagliato, "invento" un'altro dialetto, ma non si sa quale,eh,eh. Il massimo che posso fare dopo una giornata di lavoro é insegnarti il portoghese come faccio al solito. È un piacere fare la tua insegnante.Grazie
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Benvenuta

Pensavo fosse oggi la festa, ma tant'è!!! Augurissimi per il tuo blog speciale, un luogo di incontro tra culture, che si conoscono e dialogano!!!
Ti lascio una poesia di Totò:
'A cunzegna
'A sera quanno 'o sole se nne trase
e dà 'a cunzegna a luna p' 'a nuttata,
lle dice dinto 'a recchia- "I' vaco 'a casa:
t'arraccumanno tutt' 'e nnammurate".
TRADUZIONE
Di sera, quando il sole tramonta e fa' la consegna del cielo alla luna per la notte, le sussurra nell'orecchio: " Io vado a casa: ti raccomando tutti gli innamorati".
Buon blogversario!!!
Silvana

Tante belle cose in questi due anni...

La settimana scorsa mi sono collegata con il Liceo di Castellamare di Stabia, e Silvana  mi hai fatto una sorpresa meravigliosa poi è venuta a vedermi e salutarmi. Sai Silvana, io non sapevo cosa voleva dire "Gli scarabocchi" fino a che ho cercato nel mio dizionario italiano-italiano, of course!! mai mi comprerò un dizionario italiano-portoghese...  tu sai che sono esigente con il mio italiano anche se non uso le punteggiature come dice mio figlio, mi sbaglio nelle doppie, esagero nel uso della particcelaNE, ma sono assai contenta di chiaccherare con tutti voi  e questi piccoli errori non son nulla per me. Grazie
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BENVENUTA

Eccomi qui con un ritardo notevolissimo ma non per colpa mia: sono stata senza connessione fino a pomeriggio di oggi :)
Davvero molto bello questo post , molt originale e che rispecchia in pieno la sua anima italiana e brasiliana :)
Ti lascio anche i miei di auguri, auguri affettuosi per un futuro, tuo e di blog, splendido:)
... e naturalmente ti lascio due versi di un poeta della mia terra:

L'arti non si premia, ma s'ammira
Non guardati si fuvi già premiatu
e si stima e rispettu conseguìvi;
guardati si ogni versu è ragiunatu
e s'esti giustu chidu chi scrivivi.

Non è ca non mi sentu preparatu,
ma per scelta precisa mai eu jìvi
a concorsi; pe' mia esti sbagghjatu
premiari a cui nci piaci sempi u scrivi.

Cu' esti premiatu, sempi, non è dìttu
ch'esti u megghju, e ogni premiu meritàu.
Forsi era megghju cui si stetti cittu;

e ancora megghju cui 'on si presentàu.
Ma u premiu veru chi spetta a ogni scrittu
esti a sincerità i cui giudicàu.

TRADUZIONE
L'arte non si premia, ma si ammira
Non guardate se sono stato già premiato
e se ho conseguito stima e rispetto;
guardate se ogni verso è meditato
e se è giustu quello che ho scritto.

Non è che non mi sento preparato,
ma per scelta precisa non sono andato mai
a concorsi; per me è sbagliato
premiare chi prova piacere nello scrivere sempre.

Chi è premiato, sempre, non è detto
che sia il migliore, ed abbia meritato ogni premio.
Forse ha fatto meglio chi è rimasto zitto;

e ancora meglio chi non ha partecipato.
Ma il vero premio che spetta ad ogni poesia
è la sincerità di chi ha giudicato.

Perla

Carissima Perla, no non sei in ritardo poi questa é una festa alla brasiliana non c'è ora  per finire.E poi sei la mia invitata e ti ricevo oggi con grande piacere.Grazie

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Marcella ,benvenuta la festa continua

Canto popolare di Catania.....

Canto popolare di Catania:L"amante raccomanda all"amata  che non isveli il suo amore a nessuno; anzi se qualcuno le domanderà di lui, esca subito in imprecazioni tanto che nessuno abbia a sospettare del loro amore.-Sintènzii e gastimi  m"a  mannari,sintènzii e gastimi  di  muriri.La genti ca ti senti gastimari,Ca nui nn"amamu nuddu si lu criri!.

Tante belle cose in questi due anni...

Perugia gennaio 2007,

La carissima amica Marcella mi ha ricevuto da lei, insieme ai miei, abbiamo vissuto una " nuttata indimenticabile". Lei era assai contenta di avermi vicina; hai chiamato l'amico pulvigiu al telefono per chiaccherare con me, anche lui sapeva della mia visita a Marcella. Lei mi invia tante, tante cartoline dalla Italia. Un bacione amica. Vasuneddi.Grazie

BENVENUTI 

Wow!che festa che stiamo vivendo. Grazie a Girgetta, Abelhinha, balacobaco,miwako, pulvigiu, tamango, arcangelica, Freud, Mary, Maria, Rino ,grandaniele, KIKA, Melien, anbradorata, Alex, itonnivolanti,teatroinstabile,sguenci, Giulia e a tutti gli amici di Brasitalia...la festa continua poi in Brasile abbiamo sempre l'orario per cominciarne ma mai per finirne (eh,eh...).


Com'è bela 'a nostra lengua, com'è melodiosa. E poetica. Basta parlarla con orgoglio e alegria, mai con paura o co la boca streta e vergognosa. E si con onor, con tanto tanto amor e simpatia.
CosìRovilio Costa, docente all'Academia Rio-Grandense de Letras in Brasile, introduce il dizionario di Talian-Portoghese.
Grazie



postato da atima alle marzo 09, 2008 16:07 commenti (53)

07/03/2008

Un tripudio di colori e forme esotiche molti originale.

 

Tarsila do Amaral, la pittrice brasiliana

 

per tutti le donne e amiche di Brasitalia.

http://www.tarsiladoamaral.com.br/index_frame.htm



postato da atima alle marzo 07, 2008 22:40 commenti (20)

04/03/2008

 

TRADIZIONE  "quaresma"( lezione di portoghese!! si legge quarèsma, ma che facile, non è vero? o per voi è difficile la "s"?

http://www.bergamasch.it/foto/2marzo2008/index.html



postato da atima alle marzo 04, 2008 09:04 commenti (13)



plumes
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BRASITALIA

Feste,
costumi,
tradizioni,
culture

Mi chiamo Fatima, sono una "studentessa" di lingua italiana. Questo blog è un omaggio ai miei quattro nonni italiani. Vi chiedo, come la famosa frase: "se mi sbaglio mi corrigerete". Grazie.




Imparo l'italiano con:

broccati
maestraleila
maestramaria
maestramariapia
maestrarenata
maestrateresa
marialuisa
presente 1B
prima
seconda
terza AL
Davide

Chi sono
Una delle poche cose, anzi forse
la sola ch'io sapessi
di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal.
E me ne approfittavo. Ogni qual
volta qualcuno de' miei amici
o conoscenti dimostrava d'aver
perduto il senno fino al punto
di venire da me per qualche
consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle,
socchiudevo gli occhi e
gli rispondevo:
-Io mi chiamo
Mattia Pascal.

Luigi Pirandello

Day by Day

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno

Canzoniere
Francesco Petrarca



Lo script di questo calendario e dell'orologio precedente NON sono liberamente scaricabili e sono di proprietà di
Laura

Amo
La cosa più bella delle aiuole era che sembravano essere solo sue.
Nessuno le guardava e le amava come lui.
Nessuno ci parlava e ci passava così tanto tempo come lui.
Ogni giorno faceva il giro di tutte le sue aiuole
per controllare che tutti i fiori e tutte le piante stessero bene.

"Marcovaldo"

Italo Calvino.

Odio
«“Bello, principe, bello!
Cose cosí non se ne fanno piú adesso,
al prezzo attuale dell’oro zecchino!”
Sedàra si era posto vicino a lui,
i suoi occhietti svegli percorrevano l’ambiente,
insensibili alla grazia,
attenti al valore monetario.
/ Don Fabrizio, ad un tratto, sentí che lo odiava;
era all’afermarsi di lui, di
cento altri suoi simili, ai loro oscuri intrighi,
alla loro tenace avarizia e avidità che era dovuto il senso
di morte che adesso incupiva questi palazzi;
si doveva a lui, ai suoi compari, ai loro rancori, al loro
senso d’inferiorità, al loro no esser riusciti a fiorire,
se adesso anche a lui, Don Fabrizio, gli abiti neri
dei ballerini ricordavano le cornacchie che planavano,
alla ricerca di prede putride, al disopra dei
valloncelli sperduti. Ebbe voglia di rispondergli malamente,
d’invitarlo ad andarsene fuori dai piedi.
Ma non si poteva:
era un ospite, era il padre della cara Angelica.
Era forse un infelice come gli altri»

"Il gattopardo"

Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Leggo
Cecília Meireles
Clarice Lispector
Euclides da Cunha
Graciliano Ramos
Jorge Amado
Machado de Assis
Mário de Andrade
Mário Quintana
Vari
Vinícius de Moraes
Carlos Drummond de Andrade

Ascolto

Serenata


Haydn

Buona notte, cor mio.
Tu forse in grembo a morbidette piume
sciogli le membra in dilettoso oblio;
ed io qui, lasso, in lacrimoso fiume
stemprato il cor e l'anima t'invio
Buona notte,cor mio.

Serenata (in Vezzi d'Erato)
Leonardo Quirini

Jorge Amado
Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia,
giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare.
E quando sono incominciate, non c'è niente che le faccia fermare,
si estendono, si sviluppano come una merce a buon mercato
e di largo consumo.
L'allegria, invece, compare mio, è una pianta capricciosa,
difficile da coltivare, che la poca ombra,
che dura poco e che richiede cure costanti e
terreno concimato, né secco né umido,
né esposto ai venti, insomma una coltivazione
che viene a costar cara, adatta a quelli che son ricchi,
pieni di soldi. L'allegria va conservata nello champagne;
mentre la cachaça tuttalpiú consola delle disgrazie,
quando consola.
La disgrazia è una pianta dal legno resistente; a ficcarne un germoglio nella terra,
non c'è bisogno di occuparsene,
cresce da sola, frondeggia ne son piene le strade.
Nel cortile dei poveri, poi, amico mio,
la disgrazia nasce in quantità, non si vede altra pianta.
Se un tizio non ha la pelle indurita e la schiena incallita con calli di dentro e di fuori,
è inutile che ricorra agli encantados, non c'è ebó che tenga.
E le dico un'altra cosa, mio bel signore, non per darmi delle arie
né per lodare a tutti i costi i poveri diavoli,
ma percbé è la pura verità:
non c'è che il popolino che abbia razza e coraggio sufficienti a far fronte a tante disgrazie e
continuare a vivere lo stesso.
E adesso che ho parlato e nessuno mi ha contraddetto,
sarò io a domandare: perché le interessa, fratellino,
di conoscere le disavventure di Teresa Batista?
Forse che lei può metter rimedio alle vicende passate?

-"Teresa Batista stanca di guerra."

Poesia
Vec' morar
Go storonzà al me morar,
des che 'l xe senza fòia,
e go vist ta 'l so tronc
zondri fondi e spaurosi.
Chissà se diman
al varà vòia
e forza 'ncora
de butar fora?
Ta la sera del vivar
no se xe mai sicuri
de védar primavera.
Ma se spera... se spera!

Silvio Domini

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Citazioni
«L'esperimento è compiuto
la scienza è incapace di ripopolare il deserto cielo,
di rendere la felicità alle anime
in cui ella ha distrutto l'ingenua pace...
Non vogliamo più la verità. Dateci il sogno.
Riposo non avremo, se non nelle ombre dell 'ignoto».
D'Annunzio

«La scienza ha perfezionato, oltre ogni aspettativa,
la tecnica, ma non ha saputo,
né saprà mai liberare gli uomini
dal dolore e dalla morte,
e solo ha tolto le illusioni della fede,
che lo compensavano del male del vivere,
dell'atrocità del morire».
Giovanni Pascoli

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Felice Anno Nuovo
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-Obrigada(o),pra você também
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